Kindle nel Caribe. Volume 1: “I Cariolanti”, Di Sacha Naspini

Inizia oggi un nuovo capitolo della saga del LettoreDisoccupato, capitolo che si chiama Kindle nel Caribe, perché quando mi sono trasferito qua ho dovuto lasciare a Bologna il 99% dei miei libri, perciò mi toccherà molto spesso di affidarmi al caro, vecchio, per niente simpatico ebook reader.
Vabbè, a parte i brontolii da vecchio scorreggione, oggi mi va proprio di darvi conto di una lettura che ho da poco terminato, questa qua:
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Era già da qualche mese che mi girava per la testa questo titolo del 2009 (Elliot editore), titolo che ho incontrato per caso in libreria l’inverno scorso durante uno degli ultimi carichi cartacei, e che mi ero riproposto di acquistare prima di trasferirmi qua. Ma tra i settoridici milioni di cose da fare prima del viaggio, mi sono scordato di tornare un’ultima volta in libreria, quindi ho dovuto ripiegare sull’edizione elettronica.
Bene, terminato il capitolo denominato “Cose della vita di Giorgio a cui non gliene frega un cazzo a nessuno”, torniamo al punto principale della storia, I cariolanti, appunto.
Bello, a tratti eccezionale, a tratti inquietante, morboso fino all’eccesso, delle volte un po’ troppo forzato, ma tremendamente efficace.
Nel complesso I cariolanti è quello che si può definire un Signor libro.

Una piccola, rapida recensione.

Il libro inizia con Bastiano, il protagonista, e i suoi genitori chiusi in una sorta di gabbia sotterranea, gabbia utilizzata dalla famiglia per evitare di cadere prigioniera dei soldati che per qualche anno stazioneranno nei dintorni di quella che una volta era stata casa loro. Già da subito si capisce dove si andrà a parare a più riprese, nel senso che in tutti i capitoli Bastiano avrà modo di provare al lettore quanto la sua mente fin troppo semplice sia capace di spingersi al di là dell’umana natura. Un po’ per autodifesa, un po’ per cattiveria, altre volte in conseguenza delle altrui bassezze, Bastiano sarà costretto a fare del male al prossimo suo.
E ce ne metterà a parte in maniera fin troppo dettagliata.
La storia si dipana attraverso decenni, nell’Italia a cavallo tra le due guerre, e racconta di gente povera, di soldati allo sbando, di paesini sperduti nel nulla, degli immancabili nazisti e di un uomo, Bastiano, che durante tutta la sua vita sarà vittima, testimone, carnefice, amante e tante altre cose. Ma soprattutto sarà l’onnipresente voce narrante, una di quelle voci che una volta che ti entrano nelle orecchie, fai fatica a farle uscire (io me la sono immaginata come una sorta di petula àtona, sarei curioso di sapere come se l’è immaginata l’autore).
Ciò che ha più colpito il sottoscritto non è tanto la violenza, ne’ la ricerca della perfezione descrittiva, che pur sono molto efficaci nella scrittura di Naspini, quanto il linguaggio utilizzato dal protagonista. Per capirci, lo scrittore è riuscito a realizzare un libro di 158 pagine in cui Bastiano parla in un modo semplice, elementare, a volte anche sgrammaticato, ma tremendamente accattivante dal punto di vista della presa sul lettore.

Come al solito evito di entrare troppo nel dettaglio, un po’ perché non mi va di scrivere post troppo lunghi, un po’ perché sono il primo a cui non piace avere troppe anticipazioni.
Vi basti sapere che I cariolanti è uno di quei libri che quando lo inizi, o lo porti a termine in due ore, o te ne allontani immediatamente, perché fin da subito ti rendi conto di quanto male la gente possa essere in grado di fare, sia inconsciamente che con cognizione di causa, e non è che tutti abbiano voglia di averne un’ennesima prova provata.
A Sacha Naspini (eccovi la sua bio, https://www.sachanaspini.com/bio) faccio i miei più vivi complimenti per il bellissimo libro, oltre alla solenne promessa di leggere i suoi altri titoli che ho colpevolmente ignorato in questi anni.

Sperando di essere stato utile, efficace e non troppo prolisso, vi saluto e scappo via, improrogabili e pressanti impegni di lavoro richiedono che sia presente da tutt’altra parte.IMG_20170515_085005_920
Alla prossima (non odiatemi!).
Gio

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2 commenti

  1. Giorgiodititty · · Rispondi

    Anche se il post non è lungo, lo trovo efficace e scaricherò questo libro sul mio Kobo …che io valuto prezioso, sopratutto quando si è senza una “casa” o se la casa è troppo piena…
    ciao

    1. Di necessità virtù…

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