Writers against ignorance. Volume 2: Fogli, Poldelmengo, Berselli, Bonazzi e Padua.

Secondo capitolo della saga estiva di LettureDisoccupate (e, per chi se lo fosse inspiegabilmente perso, ecco l’acclamatissimo primo capitolo).
Seconda copiosa puntata con gli scrittori che mi/ci/vi consigliano uno o più libri da portarsi sotto l’ombrellone in spiaggia, sull’amaca tra due palme, sotto un albero in pineta, su di un ghiacciaio in capo al mondo, sotto il climatizzatore in centro a Bologna, a bordo piscina in Riviera, nel cassone di un furgone in Cile, sul ciglio della strada mentre fate autostop o dove minchia avete deciso di passare le vostre vacanze in questo ennesimo agosto della mia/nostra/vostra/loro vita.
Bando alle ciance e partiamo con uno scrittore che non ha bisogno di presentazioni, Patrick Fogli, già intervistato dal sottoscritto in questo post.
fogli
Autore di una decina di romanzi, tra cui Il tempo infranto (2008, Piemme), La puntualità del destino, (2012, Piemme) e il meraviglioso Io sono Alfa (2015, Frassinelli), Fogli ci tiene a farci sapere che dovremmo portarci dietro l’opera di Maylis De Kerangal, Riparare i viventi (2015, Feltrinelli).Riparare-i-viventi“Perché c’è tutto il bello e il brutto della vita, in quelle pagine. Ci sono tutti i motivi per cui (la vita) è fragile e strepitosa, inaspettata, crudele, straordinaria, sommati a una scrittura che non ti lascia stare mai, nemmeno quando hai chiuso il libro”, Fogli dixit (e se lo dixit lui…).

Ora tocca a Luca Poldelmengo, questo bell’ometto qui.poldelmengoAutore di quattro libri uno meglio dell’altro, tra cui Nel posto sbagliato (2014, Edizioni E/O) e I pregiudizi di Dio (2016, Edizioni E/O), Luca Poldelmengo si butta sul leggendario Don Winslow, proponendoci Il Cartello (2015, Einaudi Stile libero).Don-Wislow-Il-cartello La sua scelta la spiega così: “Quando ho saputo che a distanza di dieci anni Don Winslow aveva scritto il seguito de Il potere del cane ho avuto paura: la possibilità che ne rimanessi
deluso era consistente. E invece Il Cartello conserva inalterata la potenza
epica che ha reso Il potere del cane un caposaldo della letteratura di
genere (e non solo). Winslow disegna con ferocia e precisione le dinamiche
del traffico di droga che dal Messico, ma soprattutto attraverso il Messico,
raggiunge Stati Uniti ed Europa. Lo fa intrecciando vite e destini, su tutti
quelli del poliziotto Art Keller e del narcotrafficante Adàn Barrera, due
personaggi che non dimenticherete, e non saranno i soli. Buona lettura.”

Alessandro Berselli, questo aitante autore bolognese,berselli è una nostra vecchia e graditissima conoscenza (qui la mia recensione del suo penultimo libro). La sua ultima fatica si chiama Kamasutra Kevin (2016, Pendragon), ma se volete accedere a tutta la sua corposa bibliografia, la trovate qui. Il nostro eroe si butta sulla graphic novel, colpendo forte con Kobane calling (2016, Bao Publishing), di Zerocalcare.kobane “Che Zerocalcare fosse un genio lo sapevamo già. Ha l’enorme capacità di tratteggiare la sua generazione, quella degli sdraiati, facendo diventare il fumetto letteratura. Questa è la sua opera più matura e ambiziosa, un reportage a tratti divertente in altri dolorosissimo. Iper consigliato.” Questo il consiglio di Berselli, non vedo perché non seguirlo.

Arriviamo a Stefano Bonazzi, eccelso fotografo e scrittore niente, niente male.bonazziPotete ammirare tante delle sue opere grafiche sul suo sito, http://www.stefanobonazzi.it/, e non dovete assolutamente perdervi il suo romanzo d’esordio, A bocca chiusa (2014, Newton Compton). Il suo consiglio per l’estate? Roba da poco…stoner-light Stoner, di John Williams (2012, Fazi editore). Bonazzi ce lo vende così: “Stoner è uno di quei romanzi che non fanno rumore ma, lentamente, instillano nel lettore un sussurro costante che resta, echeggiando per mesi, anche a lettura terminata. Cosa contraddistingue la vita di William Stoner, cosa lo rende il protagonista di un romanzo tanto potente? Assolutamente nulla. È solo vita. Normale routine, successione di anni, piccole conquiste, frane e pause. Potremmo definirlo un “campus novel”, ma l’ambientazione universitaria è solo la struttura, attorno vortica la guerra, ma neppure quella riuscirà a smuovere l’indifferenza del protagonista. Eppure Stoner non stanca, anzi, ammalia, lui è melassa che cola, a volte bruciando, altre volte regalando sollievo. Stoner è un “preferirei di no” contemporaneo, è una filosofia dell’accettarsi con discrezione. Non è romanzo. È solo vita.”

Chiudiamo in bellezza il secondo capitolo di, e lo facciamo con Massimo Padua. Lui. paduaLa sua bio completa, bella intensa, la trovate qui, e se volete un consiglio spassionato, io leggerei subito L’ipotetica assenza delle ombre (2009, Voras editore, poi ripubblicato nel 2015 da Fernandel). Padua ci consiglia di portare in valigia La cena, di Herman Koch (Neri Pozza 2010, ripubblicato in edizione tascabile da Beat nel 2015).la cena La motivazione? “Perché l’autore mette in scena una storia crudele e sottile dalle conseguenze devastanti. E lo fa sotto una superficie quotidiana, apparentemente banale. La scrittura asciutta e tagliente che scandaglia la psiche dei personaggi riesce davvero a lasciare il segno. Secondo me una grandissima prova su un tema purtroppo molto attuale.”

Per adesso vi saluto, non prima di aver ringraziato di cuore i tanti scrittori che hanno deciso di partecipare a questa cosa che, per quanto scema possa sembrare, magari non lo è proprio così tanto, visto che di recensioni da proporvi ne ho ancora un bel po’ (e ve ne accorgerete nei prossimi giorni). All’unica persona che non si è neanche degnata di rispondere alle mie due educatissime mail io auguro un’estate meravigliosa, con la speranza che non incappi in letture scadenti che le rovinerebbero le sue tanto meritate vacanze (cosa che non potrebbe mai succedere, se si degnasse di dare un’occhiata ai tanti consigli che i suoi colleghi ci stanno dando su questo blog).
Dite che me la sono legata al dito? img_20160802_17122592101.jpg.jpgSiete brutti e malfidati!

Gio, il permaloso riluttante.

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2 commenti

  1. Giorgiodititty · · Rispondi

    Io e Giorgio pensiamo di dedicarci a Winslow. Chi è quello che non ti ha risposto????

    1. Non te lo dirò MAI!

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