Writers against ignorance. Volume 1: Porazzi, Petrelli e Vargiù.

Chi ha imparato a conoscere il sottoscritto e questo memorabile blog sa benissimo che da tre anni, ormai, sto combattedo un’inutile battaglia contro i libri da ombrellone e, soprattutto, contro gli scrittori che grazie all’ombrellone si mantengono tutto l’anno (e non faccio nomi, sennò mi dite che mi accanisco sempre sui poveri Vespa, Crepet, rapper di quarto livello e youtubers con la bocca sporca di latte e anfetamine).
Montagne di inutili libri preconfezionati vengno scritti apposta per essere letti (?) sotto in spiaggia da coloro i quali, nei restanti trecentocinquanta giorni dell’anno, non si sono degnati neache di guardarli da lontano, quei cosi a forma di parallelepipedo, con pagine e copertine.
Tra un “Matteo smettila di buttare la sabbia in faccia a quella povera vecchietta”, uno sguardo al cellulare e il solito perfido scambio di gossip con il vicino di ombrellone, il lettore occasionale butta l’occhio al mattoncino di carta che, dopo attenta lettura della quarta di copertina, ha comprato nell’edicola sotto casa qualche ora prima della partenza per Cervia o Peschici (che poi io non ho niente contro Cervia e Peschici, è solo che mi sta sul cazzo buona parte della gente che ci va…). Finisce che in due settimane, il nostro lettore del menga non è arrivato neanche a pagina trentasette della biografia di Mara Venier, ma in compenso è al corrente di tutte le scopate che si sono fatti Christian Vieri e Fabrizio Corona.
Ok, il post è iniziato malissimo, il livore del LettoreDisoccupato ha già raggiunto e superato il livello di guardia, perciò ho deciso che quest’anno i consigli di lettura non ve li do.
Non io, almeno.
Ve li danno direttamente loro.
Gli scrittori.
Quelli che i libri li scrivono davvero, senza ghost writer e senza scadenze balneari da rispettare.
Quelli che hanno anche un lavoro vero, che si dedicano alle loro opere tra un cambio di pannolino e la correzione dei compiti, quelli che un editore lo trovano dopo aver ricevuto porte in faccia e non risposte.
Con oggi inizia una piccola sequenza di post interamente dedicati ai consigli degli scrittori, tutte persone che hanno risposto e stanno rispondendo “presente” alla mia richiesta di condividere un po’ di sana letteratura da spiaggia alternativa a quelli che sono i cosiddetti “canoni” che ormai ci vengono imposti da editori e mezzi di comunicazione. Nel mio intento c’era l’idea di metterli tutti in un’unico post, ma la quantità di feedback che mi stanno arrivando è tale da costringermi, per la mia felicità, a moltiplicare le pubblicazioni. Eccovi un primo assaggio di quello che leggerete nelle prossime settimane.
Partiamo con un tranquillo uomo del nord, Pierluigi Porazzi.pierluigi_porazzi-610x2502-672x290Questo avvocato del Friuli, dall’aspetto tutt’altro che inquietante, ha pubblicato per Marsilio i romanzi L’ombra del falco (2010), Nemmeno il tempo di sognare (2013) e Azrael (2015),  tre libri uno più inquietante dell’altro, libri che stanno riscuotendo un notevole e meritatissimo successo. Il buon Porazzi ci consiglia di portare in spiaggia il libro di Anna Piazza, Liberami (2012, Arpeggio Libero Edizioni).liberami copertinaE ci spiega così la sua scelta: “Liberami è la storia di Eva, una giornalista che sta indagando sul mondo della prostituzione per scrivere un articolo. Attraverso la sua indagine, nella Trieste dei giorni nostri, si imbatte in una ragazza che cerca di aiutare a uscire dalla vita di strada. Eva scoprirà un mondo di storie e persone che vivono ai margini della società, ma imparerà molto anche di se stessa, fino a cambiare per sempre.
Un romanzo avvincente, una storia raccontata in maniera magistrale e con una scrittura acuta e profonda.”
Dal Friuli passiamo alla bassa Emiliana, in compagnia di quella sagoma di Alberto Petrelli,petrelli che esordisce in solitaria alla fine del 2015 con il suo I dolori del giovane imbuto (Pendragon), libro divertentissimo e forse un pochino autobiografico…
Il Petrelli ci induce all’acquisto del libro di Stefano Bonazzi, A bocca chiusa (2014, Newton Compton), bonazzi libro adducendo la seguente motivazione: “A bocca chiusa è un thriller cattivissimo, e si sa che i thriller sotto l’ombrellone vanno sempre. Un libro violento, che ti da una sensazione di disagio difficile da digerire, poi è scritto talmente bene che lo finisci davvero senza rendertene conto. E, ultimo ma non ultimo, si trova facilmente in edizione economica”. Quindi pure la scusa “i libri costanotroppo” non la potete usare (ndr).
In ultimo, ma solo per adesso, passiamo al consiglio di una scrittrice molto cara al sottoscritto, Annamaria Vargiù, vargiùdella quale abbiamo già ampiamente parlato in questo post dell’anno scorso. Il suo ultimo libro è del 2014, Il poeta e il pendolo (Porto Seguro Editore), che dopo un lungo travaglio ha rivisto la luce e sta dando tante soddisfazione all’autrice. La professoressa Vargiù ci chiede di metterci alla prova sotto l’ombrellone, consigliandoci il capolavoro di Curzio Malaparte, La pelle (1949,  qui in edizione Adelphi) la pelle. “La pelle è uno di quei libri che sono ricordati, grazie al film della Cavani, solo per il degrado a sfondo sessuale della Napoli liberata dagli americani”, ci dice Annamaria, “invece è un vero capolavo che va ben oltre la descrizione del degrado morale. Colpisce allo stomaco e al cuore e, come ha scritto Milan Kundera, con le sue parole, Malaparte fa male a se stesso e agli altri. Chi parla è un uomo che soffre, non uno scrittore impegnato. Un poeta. Ed è vera poesia ironica e disincantata.”

Vi lascio con un ricordo delle mie recenti vacanze in Salento, la mia dotazione completa per la lettura in spiaggia. Se si eccettuano Vonnegut e Fois, vi renderete conto che io al mare leggo solo roba di qualità!img_20160615_104618529.jpg
A presto con altri autori, altri libri e altre inutili divagazioni.
Gio, il vecchio scorreggione da spiaggia.

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Un commento

  1. Giorgiodititty · · Rispondi

    Io sto leggendo “Giuda” di Amos Oz, scrittore israeliano.Non lo consiglio, non perchè non mi sia piaciuto, ma perchè trovo difficile consigliare libri.A proposito di Cervia, i Cadoni passano là le loro vacanze!

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