Lansdale, Zerocalcare e i cani. Bel libro. No. Forse…

Bello.
Fa cagare.
Dai, si legge.
Ecco tre delle risposte da dare alla domanda: Be’, com’è il nuovo libro di Lansdale?. E io non me la sento di contraddire nessuna delle tre versioni.
Partiamo dalla base.
Alla fine del 2015 Joe R. Lansdale ha dato alla luce Honky Tonk Samurai (Einaudi stile libero), ottavo capitolo della strafortunata saga di Hap e Leonard, due pseudo detective che nel Texas più profondo bla bla bla…img_20160114_114937475.jpg
Aspettative altissime, comunicazione a mille, presentazioni in pompa magna e, per la versione italiana, marchettone megagalattico con la copertina curata nientepopodimenochè da Zerocalcare (che, per inciso, a noi ci piace un bel po’, ma facciamo fatica a riscontrare il filo che legherebbe i due autori. Cioè, sappiamo che Zerocalcare è un accanito fan di Lansdale, ma credo che l’attinenza finisca qua. Poi mi sbaglierò di sicuro, ma la cosa comunque non mi convince, fine della lunghissima parentesi).
Ammetto di averlo aspettato con ansia e di essermi gasato non poco nel momento in cui ho scartato il tanto agognato regalo di natale.
Eppoicheèssuccesso Gio?
È successo che… non lo so cheèssuccesso.
Ma andiamo per gradi.

Sinossi a modo mio.
Hap e Leonard sono un po’ bolsi, Brett è sempre supergnocca, trovano un cane, poi una vecchia va a chiedergli di rintracciare sua nipote Sandy che è una bravissima ragazza ma è anche un po’ mignotta (ah, le ragazze del sud di qualsiasi parte del mondo… ndr), Marvin li aiuta a fare le indagini, ma come al solito viene fuori una roba molto più grossa di quella che, a giudicare da quello che aveva detto la vecchia scorreggiona, sarebbe dovuta essere. E poi pim, pum, pam, botte e pistole e vecchi e nuovi personaggi, roba di malavita e macchine più o meno nuove.

L’insindacabile giudizio del LettoreDisoccupato.
Libro scritto col solito ritmo, descrizioni minuziose sia dei paesaggi che dei personaggi. lo stile non si discute, perlamordiddio, ma quattrocentoventiquattro (424, sì) pagine a sto giro sono un po’ troppe, soprattutto perché a volte sembra che Lansdale tenda inspiegabilmente ad allungare un brodo che a tratti rischia di diventare acqua.
Alla fine Honky Tonk Samuray strappa al sottoscritto un’abbondante sufficienza, ma niente di più. Diciamo che, secondo il mio modesto e insindacabile giudizio, cento pagine ce le potevamo pure risparmiare, visto che ci sono lunghi periodi all’interno della narrazione in cui non accade nulla, ma proprio nulla. Però Lansdale è sempre Lansdale, e ai miei occhi si salva per due motivi non da poco.
1) Il finale è notevole.
2) A pagina 14 (e in molti altri punti), si parla di cani e, da quello che mi pare di capire, il Nostro ha idee molto chiare in merito alla questione, idee che, guarda un po’ il caso, si sovrappongono perfettamente alle mie. Vado a citare:

Il cane (…) si scrollò e mi leccò la faccia. È per questo che preferisco i cani ai gatti. i gatti non sono indipendenti, sono solo degli stronzi patentati che vogliono essere nutriti e pasciuti senza fare un cazzo. Sono loro i tuoi padroni, non il contrario. I cani, invece, ti amano e basta. Che tu sia o no il loro padrone. sono una certezza, come la morte e le tasse. Sono le creature migliori sulla faccia della terra. (…) I cani sono destinati al paradiso, i gatti all’inferno.

Ora, che siate d’accordo con Lansdale o con me, diciamo che me ne frega il giusto. L’importante è sapere come la pensano loro…

…che, da quello che mi pare di capire, un giudizio ben preciso lo hanno già espresso. (doppia razione di pappa per i miei bimboni, stasera!)

Gio, l’animale animalista.

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4 commenti

  1. greco concetta · · Rispondi

    Il libro non l’ho letto e forse non lo leggerò, ma condivido in pieno quello che scrive sui cani e quindi apprezzo l’autore.Che belli che sono Raffo e Brenda lettori………

    1. Sono due anni che la conosci e non hai ancora imparato il suo nome…sei una certezza!

  2. Animale, non sei poi tanto animalista se mandi insieme a Lansdale i gatti all’inferno! Posso essere sincera? A me sti libri gialli mi hanno veramente stufato! Possibile che se non scrivi un giallo nessuno ti c….onsidera? Quindi da animalista vera, con l’unica pecca di avere una fobia tremenda per i topi, dico: Lansdale non ti leggerò mai!

    1. Concordo in pieno con la tua opinione sul noir, tant’è vero che, di fianco ai geni del male (Lansdale, Carlotto e gli altri) in libreria si trovano delle ciofeche colossali, pubblicate solo perché mò il mercato va così. È un po’ come la storia dei vampiri, che ci hanno sfracagnato le palle a tutti, ma tant’è, money is money!
      Per fare pace sul discorso animalismo, invece, facciamo che mettiamo alla pari i miei gatti coi tuoi topi, vabbene? Peace!

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