Il bagno, la panza e le rose: Massimo Vitali racconta una pausa di riflessione.

Facciamo che vieni licenziato.
Facciamo che torni a casa e tua moglie ti dice, molto metaforicamente, che devi prenderti una pausa di riflessione.
Facciamo che vai a trovare il tuo migliore amico nel suo bar, gli spieghi la situazione e anche lui ti dice che devi prenderti una pausa di riflessione.
Che fai?
A) Ti suicidi.
B) Ammazzi il tuo capo, poi torni a casa e ammazzi pure tua moglie.
C) Ti trasferisci nel retro del bar del tuo amico e ti deprimi.
D) Vai al cinema, inizi a riflettere appoggiato allo schienale di una poltrona, poi ti svegli, ti alzi per andare a fare la pipì, trovi il bagno degli uomini occupato, entri in quello delle donne, chiudi la porta, la maniglia ti rimane in mano, la chiave si spezza e da allora decidi che quella sarà la tua nuova casa fino a data da destinarsi.

Indovinate un po’ cosa mai sceglierà di fare il Roversi, protagonista di Se son rose, romanzo di Massimo Vitali pubblicato da Fernandel.wpid-img_20151117_144345.jpg
Centosettanta pagine divise in un’infinità di capitoli.
Romanzo perfetto per essere annoverato tra le mie letture da bagno.
Romanzo che si potrebbe definire “leggero”, perché non muore nessuno, non si piange, non si raccontano storie strazianti di guerra o separazioni.
Romanzo che fa spesso sorridere e qualche volta pure ridere.
E tutto quello che ho appena scritto lo descrive solo in parte.
La verità è che Se son rose lo posso solo definire così: un libro meraviglioso.
Corro il rischio di fare la sviolinata, lo so, ma non me ne frega niente, anche perché è da un po’ che ho deciso di recensire solo la roba che mi piace.
Dicevamo, sarà che venivo da una full immersion nel noir e nel thriller, sarà che mi ero veramente rotto le palle di leggere roba cupa e violenta, sarà che avevo voglia di stare bene e di leggere col sorriso stampato nel cervello.
Sta di fatto che Roversi è proverbialmente cascato a fagiolo.
Vabbè, eccovi la mia veloce recensione.
Il libro scorre veloce, se non hai sonno te lo secchi in una notte.
Si legge che è un piacere, non è MAI banale e i personaggi collaterali, Pancaldi, Santino Zanetti, Emilia, la signora Tullia, i genitori, il fabbro, i tedeschi, Bruna e il cane Giuseppe, hanno comunque una caratterizzazione molto forte.
Il protagonista è un ciccione che lavora(va) in una ditta che vende “gnocchi, purè, crocchette e qualunque cosa, fatta di patate, che si possa masticare”. A me è venuto da riassumere la sua personalità con la frase che lui stesso pronuncia all’inizio del capitolo che dà anche il nome al libro: “C’è solo una cosa al mondo in grado di preoccuparmi: rimanere senza cibo”.
Una volta rimasto chiuso nel bagno delle donne, Roversi decide di non uscire più, e a nulla servono le continue visite di genitori, moglie, amici e altri personaggi particolari che tentano di convincerlo a tornare alla vita reale, vita della quale lui non vuole più far parte.
Potrei dilungarmi sui particolari e su altre citazioni, ma visto che odio leggere recensioni lunghe e pompose, mi immagino che anche i miei tredici lettori siano sulla mia stessa lunghezza d’onda, perciò la chiudo qui.
Massimo Vitali (questo è il suo sito e quella che segue è la sua faccia)

ha scritto per Fernandel anche L’amore non si dice, libro che, manco a dirlo, sembra essere interessante almeno quanto questo, a giudicare dalle recensioni lunghe e pompose che lo accompagnano.
Riassumendo: il mio consiglio è di prendere 13 Euro, recarsi nella libreria più vicina, comprare Se son rose e poi, a lettura ultimata, commentare questo post con un doveroso “Grazie Giorgio, ancora una volta ci hai preso!”.

Gio, quello che ci prende sempre.

Nota a margine di una recensione che, alla fine, non ho fatto: il libro è molto bello, non so se si è intuito, ma il capitolo chiamato Videomessaggi è POESIA allo stato puro, sapevatelo.

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6 commenti

  1. è anche un bel ragazzo….

    1. Se vieni il 10 dicembre alla presentazione della nostra antologia te lo faccio pure conoscere!

      1. dove? intanto vado a prendere il libro dalla Carla, mi hai convinto…

      2. Ti farò sapere. E ricordati che poi devi prendere pure il nostro, di libro!

  2. greco concetta · · Rispondi

    La trama è intrigante!!!!!!

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