Letture nel Caribe (del perché leggere in Costa Rica è più rilassante e dei nostri nuovi amici).

Di nuovo Costa Rica.
Ci siamo tornati.
Ed è stato bello come l’anno scorso, se non di più.
Per chi non se lo ricorda, l’anno scorso vi ho deliziati con una recensione di un libro di Marco Vichi infilata in un post/trappola che aveva come unico intento quello di farvi rosicare per la mia vacanza nel Caribe appena conclusasi (ecco il post incriminato).
Quest’anno, invece, vorrei parlarvi in maniera un po’ più seria degli incontri che mia moglie e io abbiamo fatto, e delle nostre lunghe letture.
Partiamo da un assunto incontrovertibile: in uno stato situato in piena zona tropicale capita spesso, molto spesso, che piova…
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La pioggia tropicale provoca ovvie situazioni di stanca, momenti nei quali non puoi far altro che buttarti sul patio e leggere un buon libro, accompagnato in sottofondo dal rumore dell’acqua che sbatte sul tetto e dai versi dei tanti animali che dell’acqua che cade, a differenza nostra, se ne fottono.wpid-img_20150905_101308.jpg
Quest’anno è piovuto un bel po’, molto di più che l’anno passato, perciò ci siamo trovati spesso nella suddetta condizione. Ammetto che un po’ di sconforto si sia fatto spazio nelle nostre testoline, ma è anche sparito in fretta, una volta che ci siamo resi conto che il Costa Rica è questo: pioggia, sole, pioggia, sole, nuvole e poi stelle, tutto nell’arco della stessa giornata. La meteoropatia non è ammessa, la depressione da nuvole non può far parte della tua persona, se decidi di passare una settimana, un mese o l’intera vita in questo meraviglioso angolo di mondo. Te la fai andare bene e ti mimetizzi, pian piano, con tutto quello che ti sta intorno, perché non sarà di certo un po’ d’acqua a rovinarti lo stato d’animo, soprattutto quando ti basta alzare gli occhi per vedere, non un grattacielo o un segnale stradale, ma cose come questa.
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No, non sono diventato saggio tutto d’un tratto, sto solo trascrivendo uno dei tanti insegnamenti che ci sono stati trasmessi da due nostri (nuovi) amici.
Anna e Alfredo
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Questi due signori italianissimi e sorridenti, che vivono in Costa Rica ormai da diversi anni, ci hanno ospitati per una settimana in una delle cabinas di loro proprietà a Puerto Viejo de Talamanca, nell’estremo sud dei Caraibi costaricani (o costaricensi, ancora non ho capito come si dice). Oltre a essere prodighi di consigli e inesauribile fonte di aneddoti sul Caribe e non, i Nostri sono anche grandi lettori, e questo non guasta.
Mai.
wpid-img_20150911_184122.jpg(nella foto vedete Alfredo sfoggiare un libro che mi sono ripromesso di leggere quanto prima, visto che il sottotitolo recita così: “Come la religione avvelena ogni cosa”)
Anna e Alfredo non sono solo persone con cui potrei tranquillamente passare delle settimane a parlare di qualsiasi cosa, ma svolgono anche un’attività utilissima per tutte le persone, italiane e non, che decidono di andare in Costa Rica, sia per un breve soggiorno, sia per scelta di vita. Il blog che hanno creato, http://www.italiacostarica.com/, è ormai un punto di riferimento fondamentale per chiunque voglia prendere contatto e raccogliere informazioni VERITIERE su questo piccolo stato dell’America centrale (e dico veritiere perché, a differenza delle minchiate scritte su Leggo e Repubblica, basta leggere poche righe del blog per smontare la famosa leggenda metropolitana secondo la quale in Costa Rica si vive bene con poche centinaia di euro). Altro blog, molto, molto interessante, è questo, http://vivereverdeincostarica.simplesite.com/. Qua ci trovate la spiegazione del perché i Anna e Alfredo hanno deciso di vivere in Costa Rica, del come hanno deciso di farlo (vegetarianesimo, impatto zero, biosostenibilità e tanto altro) e una serie di bellissimi post dedicati al vivere sano, al rapporto con l’ambiente che ci circonda, al turismo responsabile, alle ricette e a miliardi di altre cose inerenti la vita vissuta serenamente. Lettura straconsigliata!
Se vi capita di passare di qua, Playa Negra e le cabinas dei nostri due nuovi amici saranno l’approdo ideale per passare le vostre giornate a Puerto Vuejo. Fidatevi di un cretino che viaggia tanto!

Spostandoci di pochi chilometri dalla nostra bellissima casetta di legno, ci siamo imbattuti uno dei bar più famosi di Puerto Viejo, il Cafe Rico.
A parte il fatto che io un caffè così buono non lo avevo MAI bevuto in vita mia (per non parlare dell’omelette piena di qualsiasi prelibatezza), la cosa che più colpisce un avventore, entrando e sedendosi in questo posto accoglientissimo, è il colpo d’occhio.
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UN MURO DI LIBRI.
Ammetto di aver pensato, mentre sorseggiavo il mio secondo, divino, caffè, che se potessi scegliere dove morire, beh, il Cafe Rico sarebbe uno dei luoghi fortemente indiziati per la mia dipartita.
Poi abbiamo conosciuto Roger, proprietario e gestore multitasking di questo bar, che oltre a darti da bere e da mangiare, ti fa anche il bucato e ti noleggia una bicicletta a prezzo più che ragionevole. Ho passato una mezz’oretta con questo tipico uomo inglese, magro e appuntito, che mi ha raccontato dei suoi dieci anni vissuti in Texas, del foglio di via datogli in quanto persona non gradita, del viaggio in Costa Rica via Messico, del giro dei Caraibi facendo autostop sugli Yacht, del desiderio di vivere su un’isola e della conclusione che Puerto Viejo, alla fine, era l’isola sulla terra ferma su cui avrebbe voluto stabilirsi. Dopo aver aperto il Cafe Rico, Roger e il suo socio hanno dedicato un angolo del bar alla vendita/scambio di libri. L’angolo è diventato uno scaffale, poi una parete, e adesso si può dire che il bar si regga letteralmente sui suoi libri. Unica pecca, la totale mancanza di pubblicazioni in lingua italiana, ma in risposta a una mia domanda su questo argomento, Roger ha confermato ciò che già immaginavo, e cioè che gli italiani, tanto per cambiare, non leggono, ma se proprio devono leggere…
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Dopo aver fatto un rapido giro in casa sua per vedere la sua fornitissima libreria, ho salutato Roger fotografandolo col suo libro preferito e chiedendogli un consiglio per la lettura (Adam Johnson, Il signore degli orfani, check!).wpid-img_20150909_105912.jpg
Anche lo shopping in città ci ha riservato gradite sorprese, come il fatto che se entri in un negozio di abiti usati per comprare qualcosa di carino da metterti, è facile che tu ne possa uscire con un libro…wpid-img_20150907_141236.jpg wpid-img_20150907_141125.jpg
Alla fine di una delle tante giornate trascorse tra escursioni, shopping, passeggiate in spiaggia e pranzi deliziosi, ci siamo seduti in questo minuscolo posto di fronte al mare, con la sola voglia di bere l’ennesimo batido de fruta, ascoltare il rumore del mare e leggere.
Leggere ancora.
Immersi nella natura.
Lontani dal casino.
Chissà, un giorno ci toccherà davvero tornare qua.
E rimanerci…
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Gio, sognatore ma non troppo…

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5 commenti

  1. che bello giorgettone. Mi hai fatto venire voglia di trasferirmi in costarica o almeno venire per una vacanza.

    1. Vacci, vacci, fidate che ne vale la pena…

  2. Bravi….anche qui quando piove mi butto su un’amaca…il problema è che piove pochino!! Mi raccomando trasferitevi presto così veniamo a trovarvi.

  3. Annamaria · · Rispondi

    Bel reportage e utili notizie per una vacanza degna di questo nome. Io non posso però pensare di trasferirmi perché ormai, se non muoio prima, mancano non tantissimi anni alla pensione e il nostro meraviglioso e democraticissimo governo sta pensando ( quindi significa che lo farà) di tagliare le pensioni a chi si trasferisce all’estero. Il ragionamento è: in Italia coi quattro soldi della pensione fai la fame, vuoi andare a vivere bene in Costa Rica? Io te la taglio così fai la fame anche lì!

    1. M’hai fatto deprimere…

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