Della mia nuova, bellissima amica e del primo viaggio fatto insieme…

Sono nuova in questo mondo.
So che sono stata creata da un paio di mani amiche qualche settimana fa, so che ho fatto un lungo viaggio chiusa in una busta, busta che è stata aperta da un altro paio di mani amiche, qualche giorno fa. E so che queste mani mi hanno avvolta in un sacchetto di carta dal quale sono stata liberata, qualche giorno dopo, dal terzo paio di mani amiche, mani che tutt’ora continuano a toccarmi/sfilarmi/reinfilarmi/trasportarmi/appoggiarmi/riprendermi, sempre con un enorme rispetto.
Sono fortunata, non posso dire altro. Nella mia breve vita ho solo conosciuto persone, luoghi e cose che mi hanno voluto bene, rispettato e mostrato altre persone, altri luoghi e altre cose che, beh, mi hanno riempita di gioia e meraviglia.
Sono venuta al mondo, mi dicono, per diventare inseparabile amica di Giorgio, protettrice di alcune delle cose a cui lui, il mio padrone, tiene tantissimo. E in questi pochi giorni in cui siamo stati insieme, credo di aver svolto bene il mio lavoro, perché lui, per premiarmi, mi ha mostrato un mondo bello.
Il nostro viaggio insieme è iniziato qualche giorno fa, il 9 aprile, per l’esattezza.
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Sono subito stata messa a protezione di quello ho sentito definire come uno dei più grandi capolavori della letteratura moderna, Omaggio alla Catalogna, di George Orwell, e, dopo un paio di giorni, ho iniziato insieme a lui e al mio nuovo padrone un piccolo viaggio in alcuni meravigliosi luoghi di quella che mi dicono chiamarsi PUGLIA, una regione dell’Italia della quale non ho mai sentito parlare (come, del resto, non ho neanche mai sentito parlare dell’ITALIA, e di cosa significhi la parola REGIONE, e di tante altre centinaia di cose di cui vi parlerò. Del resto sono solo un INFANTE, qualsiasi cosa significhi…).
La nostra prima uscita all’aria aperta è stata in un paese chiamato Alberobello, un posto stranissimo, con case ancora più strane e una marea di persone che arrivano da tutto il mondo per visitarli, il luogo e le sue case.

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Dopo aver goduto di questo bellissimo panorama, il mio padrone ha deciso di portarmi a visitare il posto in cui è cresciuto, Taranto, promettendo di presentarmi la sua famiglia e di farmi vedere quanto è bella la sua città.
Devo dire che le premesse sono state rispettate in pieno, e, piuttosto che dilungarmi con le parole, preferisco che a parlare siano le tante foto, quelle che ho scoperto chiamarsi SELFIE, che ho scattato in queste quattro giornate di sole e cielo terso.
Mi hanno detto che siamo in primavera, e che in primavera esplode una cosa bellissima, la NATURA.
wpid-img_20150416_125735.jpgIMG_20150416_101706Mi è stato insegnato che in Puglia ci sono degli alberi meravigliosi, gli ULIVI, che fanno dei frutti che danno un succo buonissimo, e che questi alberi stanno combattendo una battaglia contro una brutta cosa che gli abitanti del luogo chiamano XYLELLA, una malattia che rischia di ammazzarli tutti.
Io sono andato a parlarci, con gli ulivi, e li ho trovati in ottima forma. Ho incontrato un giovane alberello che ha tutta l’aria di voler diventare enorme.
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Poi ho fatto una lunga passeggiata insieme ai suoi bis bisnonni,
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wpid-img_20150416_121950.jpgche mi hanno dato riparo in una giornata dal caldo insopportabile e mi hanno raccontato un sacco di storie contadine.
Un giorno, mentre mi crogiolavo sotto il sole tiepido del mattino, ho fatto un incontro strano con degli esseri bislacchi che volevano a tutti i costi vedere che cosa contenessi. Li chiamano TARTARUGHE, e alla fine siamo diventati amici…IMG_20150416_102437
Poi Giorgio, dopo avermi portata a fare colazione in un posto chiamato BAR (posto nel quale ho scoperto l’ESPRESSINO, il mini KRAPFEN alla nutella e la GAZZETTADELLOSPORT),
wpid-img_20150416_124000.jpg mi ha detto che era arrivato il momento di mostrarmi la cosa più bella che Taranto possa offrire a un turista, una cosa che ha chiamato MARE e che sembra essere semplicemente meravigliosa in primavera.
Io non sapevo neanche lontanamente di che cosa stesse parlando.
Ma poi ho visto, e le parole mi sono mancate…
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Ma è stato al TRAMONTO, che ho capito davvero il significato della parola BELLEZZA.
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Sulla strada del ritorno ci siamo imbattuti in una strana serie di piccoli edifici che hanno attirato la mia attenzione, cosa che ha fatto talmente tanto piacere al mio compagno di viaggio, che ha acconsentito a portarmici.
Ho imparato che il nome di questo bizzarro posto è CIMITERO e, benchè Giorgio fosse assolutamente contrario, ho deciso che volevo documentare il mio passaggio anche qui, e ho scattato queste foto di straforo.
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C’era una bellissima signora con una stramba collana che ci guardava dall’alto con occhi dolci. Io mi sono avvicinata… e ho fatto amicizia anche con lei…
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Giorgio mi ha trascinato in macchina ed è partito sgommando, infamandomi perché, a suo dire, stavo profanando un luogo sacro, e che se qualcuno mi avesse vista mi avrebbe fatta in mille pezzi. Io, col sorriso sulle labbra, ho abbozzato, e, facendogli gli occhi dolci, gli ho chiesto di portarmi a mangiare qualcosa di tipico, prima di intraprendere il lungo viaggio che ci avrebbe portato verso un luogo che lui continuava a chiamare AEROPORTO.
Allora siamo andati a fare la spesa.
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E le aspettative, ancora una volta, sono state superate dalla realtà…
Poi è arrivato il momento di salutare tutti e di andare verso quella che sarebbe stata la mia nuova casa.
La mamma di Giorgio ci ha infilato in valigia un paio di cose da usare nell’attesa di prendere una roba chiamata AEREO, e ci ha tenuto a dirmi che “la scamorza che fanno qua te la sogni dove stai andando…”
Io ho fatto lo sguardo complice, ma ammetto di aver capito cosa volesse dire solo dopo che, sedutici su una sedia in aeroporto, il mio padrone e io abbiamo aperto due piccoli involucri di carta argentata.
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Niente, niente male, la SCAMORZA!
Finalmente ci siamo diretti all’IMBARCO del nostro aereo, e ho cominciato ad avvertire quella che Giorgio ha chiamato “l’eccitazione della partenza”…
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C’era un bellissimo venticello, e quel coso così grande, che si chiama aereo, a me non faceva per niente paura.
Stavo andando a casa, non vedevo l’ora di avercela, una CASA.
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Ora sono qui, sul COMODINO del mio nuovo compagno di avventure, di viaggi, di letture.
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Giorgio mi ha promesso che mi porterà sempre con sé, che mi farà vedere tanti altri luoghi, tante altre persone, tante altre cose.
E che non lascerà mai che dentro di me ci sia un vuoto.
Che sarò a custodia della sua conoscenza.
E questo mi basta, altroché se non mi basta…

Gio

Un enorme GRAZIE a Ellepuntoypsilon per aver realizzato la stupenda cover personalizzata di LettureDisoccupate (questa la pagina Facebook, laikkate e comprate), e a Mara, la mia sorellina acquisita, alias Tatinax, che ha realizzato i nuovi segnalibro del blog e che mi ha regalato la suddetta cover, rendendomi un ometto strafelice…

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15 commenti

  1. …regalo fortunato..

  2. bellissima storia,bellissima idea. grazie Giorgio!

    1. Magari ne scriviamo altre insieme…

  3. certamente….

  4. Sempre più bravo il mio lettore che sono certa dovrà cambiare presto il nome in scrittore non più disoccupato

    1. Sempre la migliore follower, tu…

  5. dai che bel regalo. ti ha fatto persino diventare tutto morbidone e dolce…

    1. Dove non arrivano le persone, arrivano le cose…

      1. questa e’ troppo bella per essere tua

      2. Grazie mille, la tua fiducia nei miei mezzi è infinita…

  6. greco concetta · · Rispondi

    Da questa bellissima storia traspare un grande amore per la tua terra e per il tuo nuovo lavoro…..

  7. Racconto originalissimo. Bellissime foto. ……mamma che colori meravigliosi !!

    1. I colori che apprezzo solo ora che non vivo più lì. Grazie Loredana

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