La parola ai blogger. Volume 2: Norma e Nu.

Seconda puntata della rubrica che dedico alle letture degli altri (qui la prima puntata), rubrica che sta riscuotendo un successo partecipativo inaspettato.
Oggi lascio la parola a due bloggers un bel po’ particolari, persone che conosco solo virtualmente, ma che, alla mia richiesta, hanno risposto inviandomi delle recensioni davvero, davvero originali. I due, oltre a scegliere i libri per le recensioni, hanno anche deciso di presentarli, diciamo così, a modo loro.
E a me mi sono piaciuti così tanto che ho deciso di presentarli insieme.
Ma bando alle ciance e iniziamo con la seconda puntata de:

LA PAROLA AI BLOGGER.

Diamo il benvenuto a Norma, creatrice e curatrice del blog Il soffitto si riempie di nuvole, http://nuvolesulsoffitto.blogspot.it/, blog che lei stessa definisce “orgogliosamente atematico” ( per scoprire cosa significa, vi tocca per forza farci un giro…).
La signorina in questione si descrive così:

Norma nasce nel 1986 in un paesello in provincia di Napoli e cresce in un paesello in provincia di Forlì. A 10 anni decide che da grande avrebbe fatto la scrittrice e l’attrice di teatro: realizza appieno il proprio sogno diventando copywriter e barista. Nel tempo libero, per lo più, legge, scrive, cammina e parla con gli animali. Oggi per la prima volta si cimenta nel genere letterario dell’Autobiografia in terza persona.

Le recensioni di Norma sono supportate da foto che da sole basterebbero a spiegare “perché sì” e “perché no”. Ma la nostra copywriter/barista/camminatrice/scrittrice/novellasanfrancesco ha voluto fare un lavoro fatto per bene, e ci ha spiegato (anche) a parole i motivi delle sue scelte.

Si comincia con Le correzioni, di Jonathan Franzen.wpid-wp-1427724443398.jpeg La sua coperta di Linus letteraria…
“Oh, io a questo libro ci sono proprio affezionata. Come a una persona, sì. E come fai a descrivere una persona che ti fa venire gli occhi a cuore solo a sentirla nominare? Non puoi, ti senti stucchevole subito. Leggerlo mi aveva creato una vera dipendenza. A distanza di un anno mi accorgo che alcuni personaggi mi mancano, quando ci penso. Per cui, se amate le storie che parlano di famiglie (la famosa famiglia americana, in questo caso) e le utilizzate per la vostra personale psicanalisi da lettura, se adorate perdervi in lunghe, immense, infinite digressioni, e vi fa impazzire di gioia l’idea di leggere pagine e pagine dedicate ad un bambino che non vuole mangiare la rutabaga (è una rapa, ammetto di averlo cercato solo adesso) leggete questo libro. Io inizierei a rileggerlo adesso.”

La chimera, di Sebastiano Vassalli, oltre a farle schifo, sembra anche avere l’alito pesante… wpid-wp-1427724352051.jpeg Come mai?
“Avevo sentito parlare di questo libro così bene che per anni – per anni! – ogni volta che ci passavo davanti in libreria mi dicevo “Lo devo prendere! Lo devo leggere!”. L’ho fatto. Leggerete sul retro che si tratta di “romanzo storico”. Non credeteci, vi prego. È storico, certo. Ma non è un romanzo. È questa specie di saggio/tesina/tema con narratore pedante, saccente e probabilmente convinto che il lettore sia scemo, visto che si prende la briga di spiegare ogni minima cosa. Spiega qui e spiega lì, tra un documento storico analizzato per filo e per segno e una tirata moraleggiante, ti accorgi dopo un po’ che tu sei lì che aspetti che la storia cominci, che venga in qualche modo raccontata, che ci siano delle scene, dei dialoghi, dei momenti memorabili, qualcosa. No. Sul serio, non ci sono.”

Grazie, Norma, sciogli le cime e riprendi il volo…

Passiamo a un ometto enormemente riservato, che non mostra mai il suo volto e che si è un po’ snaturato per questa occasione, affiancando ai suoi bellissimi disegni una cosa che, di solito, non è presente sul proprio blog: la parola.
Nu, creatore del blog Boniglio, https://boniglio.wordpress.com/, si descrive così, con una biro e tanti colori.

wpid-nu_recensione.jpg Ammetto che Nu mi abbia incasinato la struttura del post, visto che non mi ha mandato un file di testo, ma pensandoci meglio, credo che abbia fatto solo bene, lui si esprime coi colori, e a noi questa cosa ci piace un bel po’!

Ergo, Il libro sì è Il petalo cremisi e il bianco, di Michel Faber… wpid-wp-1427724522798.jpeg Quello che no, proprio no! è Madame Bovary, di Gustave Flaubert… wpid-wp-1427724571738.jpeg
Ed ecco entrambe le recensioni, sempre fatte a modo suo…
nu_recensione_20150401143754580
Grande Nu, ti sei sbattuto all’inverosimile, solo per la gloria, e non posso offrirti neanche una decina di birre per ringraziarti, visto che non so manco in che angolo del mondo stai!

Norma e Nu ci lasciano e se ne tornano nei loro mondi fatti di cielo e pastelli colorati.
Io, nel salutarvi, mi godo ancora per qualche minuto questo strano sorriso stampato sul mio faccione irsuto, e nel frattempo aspetto che altri bloggers indirizzino alla mail di LettureDisoccupate le loro recensioni a forma di papiro, messaggio in bottiglia, tatuaggio, bolla di sapone o wetransfer.
Tu che fai, stai ancora aspettando?

Giò, per una volta iperpropositivo…

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2 commenti

  1. Che bello leggere qualcosa del riservatissimo Nu. La testata del mio blog porta la sua firma e io ne vado orgogliosissima

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