La parola ai blogger. Volume 1: Gioacchina e Cavalier K

Scrivere di libri non è facile.
Perché non è uno di quegli argomenti con cui puoi sperare di raggiungere un pubblico considerevole, specie se vivi in Italia.
Perché l’entusiasmo e l’enfasi che profondi in una recensione o, semplicemente, nella descrizione delle emozioni che provi prendendo in mano un libro, sfogliandolo, succhiandone la linfa fino a diventarne parte integrante, molto spesso fanno la fine di quel fumetto che hai prestato al tuo compagno di banco vent’anni fa, spariscono nell’etere o ti tornano indietro sgualciti, strappati…
Perché la cultura paga poco e malissimo, sia in termini finanziari, per chi i libri li scrive, sia in termini di risposta della massa, per chi di libri scrive.
Siccome anche il più accanito sostenitore della divulgazione letteraria ogni tanto viene preso dallo sconforto e da quel senso di solitudine che è proprio di chi vive nel giusto, ho deciso che io, in quanto accanito sostenitore eccetera eccetera, avevo bisogno di sentire e far sentire al mondo intero la voce di chi la pensa come me, di chi senza un buon libro per le mani si sente perso.
(del resto anche Gesù, nonostante sapesse di essere il più migliore dell’universo, si era circondato di gente di un certo spessore che lo riempiva di pacche sulla spalla, perché era comunque un essere umano, e gli esseri umani hanno bisogno di sentirselo dire tutti i giorni, che sono i più migliori e che stanno facendo un gran bel lavoro. Soprattutto se sono maschi… ndb)
Per questo e per un paio di altri motivi più o meno validi ho deciso di creare questa nuova rubrica, una roba di tipo social/ecumenico/collaborativo in cui i miei amici blogger in giro per l’universo social si mettono più o meno in mostra, raccontano le proprie storie, consigliano e sconsigliano a voi, dotto e poco numeroso popolo della rete, un paio di libri a testa, spiegandovi le ragioni di tali scelte.
La scelta è democraticamente caduta su un uomo e una donna: lei perché è stata la più solerte nel rispondere al mio annuncio telematico in cui chiedevo di partecipare a questa spumeggiante e innovativa iniziativa, lui perché, oltre che essere un mio grande amico, è anche uno dei lettori più assidui che conosca.
Nella specifico parliamo di Valeria, alias Gioacchina, che, in quanto appartenente alla stessa categoria non lavorativa della quale mi pregio di fare parte, ha da subito avuto il mio mentale diritto di prelazione, e di Francesco, alias Cavalier K, artista poliedrico che si divide tra fumetti, arte visiva, fanzine e un lavoro da commesso che gli sta fin troppo stretto.
Quindi,

LA PAROLA AI BLOGGER.

Partiamo con Valeria, in arte Gioacchina, creatrice del blog “La disoccupazione ingegna”, https://ladisoccupazioneingegna.wordpress.com/, che, oltre a essere follower di LettureDisoccupate dai primordi, è anche terronissima come il sottoscritto.
La ragazza ci si presenta così.

Sono Valeria alias Gioacchina, assistente sociale di professione, occupata ma non pagata (quindi meglio la disoccupazione) per passione!!! Amante dei libri, e del possesso di essi, leggo gialli gialli e gialli, se non c’è il morto, io il libro non lo compro neanche!!!! Per evitare di spendere molto in libri mi sono fidanzata con un libraio, se permettete INGEGNO PURO!!!

Libro consigliatissimo da Gioacchina (con t-shirt promozionale incorporata):
gioacchina si
Perchè sì?
“Perché come li ammazza De Giovanni non li ammazza nessuno, perché alla decima pagina, con sorriso beffardo, pensi ho capito chi è l’assassino e, arrivato all’ultima, pensi perfetto, non avevo capito nulla. Perchè ad ogni libro lui ti frega…e resti a bocca aperta. Perchè ti fa vivere la storia, tu sei l’assassino, sei il commissario e sei persino l’uomo ucciso…

Il libro che piuttosto che rileggerlo gli darebbe fuoco:
gioacchina no
Perché no?
“Non ho più questo libro, l’ho lasciato a casa dei miei…e deve restare lì.
FIRMINO e’ il libro peggiore che abbia mai letto, la bandella ti illude, ti fa credere che stai per addentrarti nella più grande storia dei libri di tutti i tempi. Magari questo topino ti sta anche simpatico… ma per la prime 2 pagine… alla fine lo odi e odi anche l’autore che ti ha ingannato e ti ha illuso. Il libro peggiore mai letto.
SAM SAVAGE mi hai diluso!!!

È la volta di Francesco, aka Cavalier K, creatore del blog illustrato omonimo, https://cavalierk.wordpress.com/, con cui ho avuto un passato in comune nel degradante mondo della grande distribuzione (che, per fortuna, non è fatta solo di pezzi di merda). Il nostro recensore per un giorno si presenta al mondo così:

Francesco Cornacchia nasce tra le fosche nebbie ravennati nel 1978, lo stesso anno in cui morironio due papi e Aldo Moro.
Dopo un infanzia normale, e quindi triste e traumatica, svolge la propria formazione in strada, membro di una famigerata gang: il GEAR posse. Sono anni sbandati tra case abbandonate, atti vandalici e sostanze più o meno lecite. Dal 1996 passa dalla strada allo “stanzino” sorta di navicella spaziale per viaggi lisergici, luogo in cui prende pienamente coscienza della propria vocazione artistica come divina conseguenza di quell’atto creativo definito vandalismo.
Gli anni successivi sono caratterizzati da una famelica ricerca artistica che lo porterà a viaggiare per allargare la propria coscienza, a spasso tra India, Amsterdam, Irlanda ed Italia, troverà più tardi sede stabile a Bologna dove frequenta l’Accademia di Belle Arti, e dove la sua ricerca artistica si radicalizza attraverso l’utilizzo di tecniche non pittoriche.
Nel 2003, terminato il corso di studi, profondamente deluso dall’ambiente accademico, decide di lasciar perdere qualunque tipo di espressione artistica, rendendo vani anni di ricerche e fatiche. Questa tabula rasa gli permetterà due anni dopo di rinascere come fumettista col nome di Cavalier K. Nel 2013 crea assieme ad uno sparuto gruppo di fumettisti SNUFF COMIX rivista underground di respiro internazionale. Dal 2014 collabora attivamente con l’associazione Dioniso nella Botte.
Nonostante tutto ciò continua a definirsi un uomo delle paludi.

Il libro fondamentale per Cavalier K (corredato di autoscatto inquietante):
murakami 2
Dicci un po’…
L’uccello che girava le viti del mondo, di Murakami, un mattone di più di 800 pagine che ho letto quasi tutto d’un fiato. Surreale, poetico, allucinante, a tratti malinconico, sicuramente uno dei libri più belli letti negli ultimi anni.
Il protagonista sono io! Mi sono immedesimato fin dalle prime battute.
Imperdibile!”

Il libro di cui volentieri fare a meno (idem come sopra per la foto):
murakami 1
Ok, sei monotematico…
“Sempre di Murakami ed è Norvegian wood, dove, a parte la citazione beatlesiana del titolo, sparisce ogni emozione sin dalle prime righe a causa di un lungo monologo che non porta a niente. Sarà che non amo la gente che si lamenta, e quello pare un unico lungo lamento, ma non sono proprio riuscito a finirlo, forse perché ancora acerbi entrambi, io e lui, (è il suo romanzo d’esordio), forse per ignoranza mia, ma questo libro non è umanamente digeribile.”

Eccovi le prime “recensioni” della nuova rubrica, altre ce ne sono già in cantiere, e altre ne aspetto da chi vorrà rubare 10 minuti ai propri impegni, al lavoro o alla famiglia per comunicare le proprie preferenze allo sparuto gruppetto di followers che tenacemente tiene in vita questo blog.
Chi avesse voglia di partecipare, oltre che scrivere a letturedisoccupate@gmail.com, deve avere solo tre caratteristiche fondamentali: avere un blog, amare la lettura e non prendersi troppo sul serio, ché di presuntuosi ce n’è già troppi in giro…

Giò.

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8 commenti

  1. L’ha ribloggato su FrancescoCornacchia's Bloge ha commentato:
    Che emozione! Il Lettore disoccupato parla di me (o meglio io parlo nel blog del Lettore disoccupato)

  2. Annamaria · · Rispondi

    Bella questa iniziativa, non solo ci da modo di conoscere nuovi blogger, ma anche di conoscere nuovi libri e differenti punti di vista.
    Su Maurizio de Giovanni concordo ( anche per campanilismo e riconoscenza, Maurizio è venuto alla presentazione del mio ultimo romanzo😊 ) i suoi libri li ho letti tutti. Gli altri non li conosco, però di Murakami mi è bastato 1Q84 (i primi due libri che in realtà erano un solo volume)per farmi decidere che non avrei mai più letto niente di suo.
    Naturalmente ora vado a guardare i due blog. Buona scrittura ragazzi!

  3. Che bell’inizio.

    1. Grazie, e il seguito non sarà da meno!

  4. greco concetta · · Rispondi

    Trovo entusiasmante questa idea.Sentire pareri su libri che forse, non leggerò mai, mi piace.

    1. Magari così ti convinci a leggerli!

  5. greco concetta · · Rispondi

    entrambi simpatici e originali questi due blogger(s); trovo le loro recensioni vivaci,inusuali e non prolisse.Ok, Giorgio, continua così…….l’idea è molto buona

    1. Infatti oggi ho pubblicato il secondo volume!

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