Senza nessuno che ti rompe i coglioni…

Ecco.
È un po’ che non mi faccio vivo, e ho paura di scoprire che nessuno di voi abbia sentito la mancanza mia e del mio blog. Ma sono una persona positiva, e voglio credere che foste già in tantissimi a chiedervi dove fosse finito il LettoreDisoccupato (nonostante ieri sera Chi l’ha visto non abbia parlato della mia sparizione).
Facciamo finta che io non abbia mai smesso di postare roba, passiamo subito all’incipit e togliamoci il dente.

Ciao a tutti, oggi vorrei scrivere un post sull’ultimo libro che ho letto, questo qui,
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e cercherò di trattare l’argomento evitando il fatto che la suddetta lettura sia stata quasi interamente fatta durante il mio viaggio in un’anonimo paese centroamericano per niente attrattivo e assolutamente privo del benchè minimo interesse paesaggistico/cultural/storico…
Il Costarica.
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Lo so che stavo leggendo Norwegian wood di Murakami, infinitamente più cool di un “semplice” noir italiano ambientato a Firenze nel ’67, e so anche che mettere a confronto Marco Vichi e Murakami Haruki, all’occhio della massa critica, è un po’ come farlo con Jimmy il Fenomeno e Daniel Day Lewis (pubblico le foto per chi non conoscesse Daniel Day Lewis… IGNORANTI!!!).
jimmy1lewis
Ma sai com’è, la vita ti porta a fare delle scelte, a volte dure. Molto dure…
Quando ti trovi in una situazione di assoluto relax, senza nessuno che ti rompe i coglioni, senza nessun obbligo, senza lo stress, senza nessuno che ti rompe i coglioni, senza la Champions League, senza le pulizie domestiche, senza nessuno che ti rompe i coglioni, senza la suocera/la mamma, senza le bollette, il tagliando della macchina e gli operai sul tetto (E SENZA NESSUNO CHE TI ROMPE I COGLIONI)… insomma, se stai così,
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e stai leggendo un libro che scorre fluido, senza intoppi, senza enormi appesantimenti e lunghissimi voli pindarico/descrizionistici, ti capita che, in ogni caso, la lettura ti porti a questo.
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Riassumo (e ricordatevi della storia “senza nessuno che ti rompe i coglioni”):
se un libro abbastanza “facile” alla lettura come quello di Vichi mi ha velocemente e reiteratamente condotto all’abbioccamento, immaginate voi, o miei scaltri lettori, che cazzo sarebbe potuto succedere al mio povero cervello se avessi avuto la sfortunatissima idea di portarmi in vacanza quel pilastro in cemento armato e piombo fuso di Murakami. Che, per carità, è un capolavoro, non sia mai detto che io critichi il maestro giapponese, ma scegliendo lui sarei stato costretto a una continua fuga dalla letargia che mi avrebbe braccato in ogni momento di relax, e io avevo troppe cose da vedere e da fare, non potevo permetterle di prendere il sopravvento su di me…
Quindi ho deciso per il Commissario Bordelli, protagonista di “La forza del destino” (orribile titolo da tascabile Harmony, lo so) e di quella che in seguito ho scoperto essere una lunga saga di sei romanzi. E alla fine mi è andata anche bene.
Io Marco Vichi non sapevo manco chi fosse, ennesima falla nella mia cultura letteraria contemporanea.
Il libro me l’ha regalato qualche mese fa Samuel, un mio amico belga che fa il traduttore in italiano e che, essendo più bravo di me e di molti di voi a parlare la nostra lingua, mi ha spiegato come il testo fosse ben strutturato e la parte descrittiva fosse molto esaustiva ma non macchinosa.
Dopo essermi fatto tradurre nel MIO italiano i concetti di esaustivo e macchinoso, l’ho ringraziato per le dritte e gli ho chiesto di tornarsene di corsa in Belgio perché in in Italia non abbiamo bisogno di uno spocchioso mangiacioccolato/bevitoredibirra che venga a insegnarci la nostra letteratura, e perchè qua a fare il figo con la cultura basto io (in verità avevo paura del confronto, sapevo di essere in difetto e la paura di fare figure di merda era più forte del sentimento di amicizia che, nonostante tutto, ancora mi lega a Sam).
Poco prima della partenza ho iniziato la lettura.
Ed è capitato che il testo fosse effettivamente fluido e ben strutturato.
E la parte in cui descriveva la Firenze del dopo alluvione e le colline circostanti era molto esaustiva ma per nulla macchinosa (bastardo di un saputello nordico!!!).
Ho deciso, così, che questo sarebbe stato il libro delle mie vacanze e per le due successive settimane i momenti di quiete post escursione venivano riempiti dalla lettura di un giallo molto piacevole, pieno di riferimenti alla cucina toscana, alle (tante) belle donne di cui il protagonista si innamora, ai pochi ma fidatissimi amici che custodiscono il suo segreto e all’alcol, che scorre abbondante tra una pagina e l’altra.
La trama in tre righe: le indagini sullo stupro e sul successivo omicidio di un ragazzino portano il commissario alla scoperta di una verità irrivelabile che lo indurrà ad abbandonare la carriera investigativa e la vita in città per rintanarsi tra le colline, in cerca di pace e di una nuova vita. Ma il passato, come al solito, ritorna…
Mentre leggevo mi sono un po’ informato su Marco Vichi e sul suo libro, scoprendo che “La forza del destino” (ribadisco, titolo orripilante) è il quarto di sei romanzi basati sulle inchieste del commissario Bordelli, ma per fortuna non c’è stato bisogno di andare in cerca di bignamini estemporanei per risalire alle vicende pregresse, la storia è strutturata in modo da poter essere letta in maniera autonoma rispetto alle precedenti, e di questo bisogna dare gran merito allo scrittore.
Quindi, ottima lettura e ottimo contesto, che vuoi di più?
Concludo con una nota di cronaca.
La mia prima postazione di lettura l’avete già vista, lo so, ma ve la ripropongo da un’altra angolazione, casomai vi fosse sfuggito qualche particolre.
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Ora, visto che sono una persona seria e scrupolosa, mi sento in dovere di mettervi a conoscenza della altre due postazioni nelle quali ho usufruito di una piacevole lettura (accompagnata dalla leggera brezza dell’oceano e dai versi dei milioni di animali che abitano la foresta tropicale dei Caraibi costaricani).
Eccole qua.
1) Vista mare.
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2) Patio con arredo canino.
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Si, lo so, sono un bastardo, ho fatto una vacanza figa e uso il pretesto di una recensione unicamente per parlare con voi di quanto bello sia il Costarica.
Ma non serve che mi mandiate a fare in culo, tenetevi le maledizioni per chi se le merita, io sono uno di voi, che se ne va dall’Italia per un paio di settimane unicamente per staccare la spina e per non sentirsi parte di quella svagonata di sfigati che hanno perso il lavoro e non lo trovano più. E che poi, magari, il lavoro lo vanno a cercare (trovandolo) da un’altra parte, fanno ciao con la manina e non si guardano più indietro.
Con buona pace di chi dice che andarsene ora è da conigli, ma nel frattempo non fa nulla per aiutarli a restare, i conigli.
Ecco, se proprio vi scappa un vaffanculo…

Il perentorio Gio.

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19 commenti

  1. Infatti….mi sentivo davvero persa senza di te, mi sei mancato tantissimo 🙂

    Però ora che sei tornato, posso odiarti un po’ per quelle foto…quell’amaca….quel patio…quel mare….quel tutto… Posso????

    1. odiami giusto per quel sano pizzico di invidia che provo anche io mentre guardo le foto degli altri. ma poi smetti di odiarmi e inizia a pianificare la tua, di vacanza, così poi ti odierò io!

      1. Ci sono già stata, ahimé….e ti odio ancora di più se vuoi 😀 …il massimo del relax che ho potuto concedermi è stata una settimana in quel di Garda, con Gardaland annesso per mio figlio.. 🙂 Devo continuare?? 😀

      2. Massimo rispetto!
        Comunque non avere figli di sicuro è un vantaggio per chi vuole farsi dei giri, averli è un vantaggio se vuoi andare al parco giochi!!!
        😉

  2. Il film che fruttò il primo Oscar a Daniel Day Lewis, Il mio piede sinistro, è il mio film preferito di sempre. Te lo straconsiglio se non l’hai già visto.

    1. Visto e rivisto, masterpiece!

      1. Complimenti per la tua cultura cinematografica: è molto difficile trovare qualcuno che ce l’abbia anche solo presente. Grazie per la risposta! : )

      2. Macchè, grazie a te che mi segui!

  3. no non, non è che mi scappa, mi viene proprio spontaneo 😛

  4. Non leggere l’ultimo di Vichi

    1. Fa schifo? Vabbè, comunque eseguo!

  5. Ben tornato Giorgio! e grazie per i complimenti, da “fogna mangiatutto” a “spocchioso mangiacioccolato/bevitoredibirra” ho fatto progressi 🙂 . E sempre un piacere leggerti, spero rivederti presto (prima che scappino i conigli…)

    1. Magari potrai venire a trovarmi anche nella nuova tana dei conigli, no?

  6. mi è mancato leggerti. Però, sapendo dov’eri finito nel frattempo, me ne sono fatta una ragione. Bastardoooooo! 😀

    1. Addirittura bastardo! E quando andrò in Patagonia che mi dirai?

      1. Annarita · ·

        quando andrai in Patagonia, lo scoprirai!

  7. Io avevo da poco iniziato a seguirti e sei sparito. Forse sei sparito proprio per quello.

    1. Si, ero solo andato via. Ora ci sono e scriverò anche molto!

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