Consigli per gli acquisti. Vol.2: Annamaria Vargiù

E due!
Dopo lunga e tortuosa incubazione, finalmente prende vita il secondo post dedicato agli scrittori emergenti (o in via di sviluppo), quelli bravi che si barcamenano tra gli squali, quelli che li leggi solo se te li consigliano, quelli che mi auguro un giorno si ricorderanno di me, quando firmeranno migliaia di autografi nelle librerie di mezzo mondo mentre la limousine li aspetta fuori per portarli a firmare altre migliaia di autografi nell’altra metà del mondo.

Oggi parliamo di lei,annamaria
Annamaria Vargiù.
Napoletana verace, professoressa di lingua e letteratura francese in un liceo, madre di tre figli e, soprattutto, scrittrice bravissima.
Poliedrica, è una delle parole che meglio possono descrivere la carriera letteraria di questa signora che si divide tra i suoi amati studenti, che tanto influenzano i suoi scritti (in particolar modo l’ultimo) e la passione per la prosa su carta e recitata. Ha scritto tanti racconti, “Come il mare” nell’antologia “L’amore delle donne” edita da Edizioni Montag, “Accadde una notte” nell’antologia “Lì tra le strade sottili di linfa e rugiada” edita da Giulio Perrone, “Strike” (tra i vincitori del premio “Racconti nella rete”) nell’omonima antologia pubblicata da Nottetempo, “Amore eterno” nell’antologia “La Lussuria” edita da Giulio Perrone.
É autrice teatrale affermata, nonchè esperta di linguaggio cinetelevisivo.
Insomma, diciamo che si dà un bel po’ da fare!
Ma andiamo al sodo e parliamo dei suoi libri.
Nel 2007 vede la luce “Il colore delle storie”,

wpid-20140902_104957.jpgraccolta di racconti delicata e, per certi versi, struggente. Il filo rosso che unisce i cinque racconti che compongono questo libro è il legame tra Germana, voce narrante e sorella dalla spiccata fantasia, e Antonio, fratello paziente costretto in un letto da un male che non ha pietà. Germana lo tiene sveglio (o in vita, a voi la scelta) raccontandogli cinque storie di donne diverse e uniche, in un crescendo di sensazioni che ti coinvolgono senza che tu te ne accorga.

Nel 2011 arriva il primo romanzo, “Oltre l’orizzonte”.

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C’è Napoli, l’amata e mai rinnegata città natale.
Ci sono tre donne, tre amiche, Eleonora, Benedetta e Carmen, tre delle innumerevoli facce dell’animo femminile. Ci sono gli amici speciali Claudio e Vincenzo.
E c’è la storia dell’inaspettata partenza di Carmen, la single delle tre, che sparisce verso un’ignota destinazione, lasciando agli amici il compito di cercare lei e le risposte alle domande che non avevano mai avuto il coraggio di porsi. Quello che ne viene fuori è una cosa che va ben oltre la semplice ricerca di una persona scomparsa. Altro non vi dico, perchè parlare di questo libro senza svelarne particolari fondamentali è un po’ complicato.

Ma secondo me Annamaria Vargiù fa il botto con il libro che ha pubblicato quest’anno, “Il poeta e il pendolo”wpid-20140902_104805.jpgCome tutti i libri che mi sono piaciuti MOLTO, ci ho messo solo poche notti a divorarlo, e il perchè sta sicuramente nello stile narrativo, immediato, veloce e privo di fronzoli. Quando sei un serial reader come il sottoscritto, e svolgi la tua mansione principalmente nelle ore notturne, hai assoluto bisogno di evitare gli scrittori affetti da logorrea descrittiva, tipo Tolkien, per intenderci.
E la Vargiù, per fortuna, non tedia per nulla, anzi!
“Il poeta e il pendolo” altro non è che la storia di Sebastiano, studente superiore prossimo alla maggiore età, poeta iperprolifico che vive in assoluta indigenza insieme a una madre bellissima e caparbia, che tutti i giorni lotta col mondo per portare letteralmente il pane a tavola.
A scuola, così come nella vita di tutti i giorni, cerca di galleggiare in un mondo che, per causa di forza maggiore, non può appartenergli, quello della gara a chi si veste meglio, quello della corsa all’ultimo telefonino, quello dell’ostentazione del lusso. I ragazzi, si sa, sanno essere veramente cattivi se hanno avuto dei buoni insegnanti nei genitori, e alcuni compagni di Sebastiano non si sottraggono a questa regola.
Poi c’è Ginevra, ricca sfondata anche lei, forse l’unica che dei soldi se ne frega per davvero. Non a caso è lei la migliore amica del Nostro (eccezion fatta per la mamma), è lei la sola persona con cui lui non si vergogna della casa scarna, dei vestiti fuori moda, della scrivania incredibilmente sprovvista di un computer.
Altri personaggi più o meno collaterali appaiono e scompaiono nella narrazione della storia di un ragazzo la cui vita è scandita dalla musica della sua band preferita, i Nightwish (è proprio da una loro canzone che l’Autrice, anche lei grande fan del gruppo, prende il titolo del libro).
Il tutto si svolge sempre nella Napoli dei giorni nostri, coi suoi vicoli fuori dal tempo, le strade dello struscio illuminate a festa e gli indiscussi protagonisti del panorama cittadino, il mare e il Vesuvio.
Le cose si complicano, si evolvono e si involvono, arriva l’amore o forse no, arriva il Natale e poi il compleanno di Sebastiano, i rapporti si logorano e si aggiustano.
E poi tutto giunge al suo compimento. Il romanzo si conclude in una maniera che si può definire sia logica che illogica, dipende unicamente dagli occhi che in quel momento lo stanno leggendo, ma di sicuro c’è il fatto che la scritta “The end” appare in un momento in cui ti aspetto di tutto, tranne che, appunto, quella scritta. Nel senso che ti andrebbe di andare avanti per un altro centinaio di pagine, perchè le 200 che hai appena letto si sono rivelate troppo poche, stai scoprendo una persona che ha 18 anni, stai entrando nella sua testa grazie alla guida sapiente di una scrittrice che conosce talmente bene la psiche di un adolescente da avere il coraggio di narrare il tutto con la voce di lui, Sebastiano. Forse è proprio questa la migliore qualità de “Il poeta e il pendolo”, la semplicità narrativa che solo un discorso fatto in prima persona può dare. E forse è proprio l’amore incondizionato che l’Autrice ha per i suoi alunni, il fatto che creda fermamente che non siano tutti una massa di cerebrolesi modaioli e ignoranti, forse è proprio questo che rende il romanzo così VERO.

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Incondizionata dichiarazione d’amore sotto forma di dedica

Ma visto che voglio evitare io stesso la logorrea descrittiva alla Tolkien, direi che posso fermarmi qui. Non c’è bisogno di sprecare altri aggettivi per Annamaria Vargiù e i suoi romanzi, io “Il poeta e il pendolo” lo metto ai vertici della mia top five di quest’anno e vi consiglio vivamente di comprarlo. In libreria, su internet, al mercato nero, fate un po’ come vi pare.
Fatelo e basta, e vedrete che non vi pentirete di aver seguito i consigli del vostro LettoreDisoccupato, che della vita reale non capisce una mazza, ma di libri…

Il convincente Gio.

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2 commenti

  1. greco concetta · · Rispondi

    Che bella recensione!!!! invoglia il lettore a leggere il libro di Annamaria; lo farò.

  2. Assolutamente

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