Con le pinne, fucile e… libri di merda

Come iniziare questo post sull’estate? Lascio a voi la scelta, avete tre opzioni.

Incipit n.1
Con giugno arrivano i primi caldi e le spiagge si riempiono di turisti.

oppure

Incipit n.2
L’estate fa capolino e subito le spiagge vengono prese d’assalto dai bagnanti.

oppure

Incipit n.3
E anche quest’anno siamo pronti per la nostra sana dose di raggi ultravioletti sotto un ombrellone troppo piccolo che ci scopre la punta dei piedi o la capoccia, con le inutili chiacchiere a voce alta dei vicini che fanno da colonna sonora alle peripezie di mocciosi cacacazzo che ci corrono intorno inondandoci di sabbia mentre madri sovrappeso e con enormi occhiali da sole tarocchi li inseguono con la boccia di crema solare in una mano e il panino con la mortadella nell’altra al grido di “Maicol fermati che ti devo mettere la crema senò ti bruci e stanotte stai male e stai attento ai signori! Scusi, sa, sono bambini… MAICOOOOOOL restituisci il pareo alla signora che si stava cambiando!!! Scusi, sa, sono bambini… MAICOOOOOOOOOOOOOOOOOOL PORCADIQUELLAPUTTANA piantala di picchiare il cane del signore!!! Scusi, sa, sono bambini…”… e poi bau bau bau, il cane fa il suo dovere, Maicol la smette di rompere le palle al mondo intero e io mi posso rifiondare sulla mia Settimana Enigmistica.

Indovina indovinello, quale inizio è il più bello?
Quale che sia la vostra risposta, l’argomento del post è sempre lo stesso, e vado a spiegare.
L’anno scorso vi ho deliziati con ben due post (questo e questo) sul perchè non riesco a leggere in spiaggia e sulle alternative da offrire al classico “lettore da spiaggia”, quello che gli piace guardare le foto del culo di Belen invece che leggere un quotidiano.
Quest’anno ripropongo l’esperimento, ma in maniera più semplice. Non consiglio più nulla a chi pensa che Chi e l’ennesima inutile biografia di un calciatore siano più interessanti di Internazionale o di un giallo di Lansdale.
(Cazzi loro. O vostri, se pensate che leggere serva solo a occupare il tempo che passa tra una partita a beach volley sotto il sole cocente e una leggerissima frittura di paranza. Senza offesa, naturalmente…)
Quest’anno, si cambia, mi butto sul faceto, perchè dice che si beccano più followers, e divento
IL PERFETTO LETTORE DA SPIAGGIA!
…e quindi vi dedico la mia personalissima Classifica di futili letture sotto l’ombrellone, letture che, ci tengo a precisare, non ho fatto e non farò mai.

Al numero 5 troviamo un qualsiasi libro sui vampiri, licantropi o altra gente che fa cose brutte di notte.
Io ho scelto questo, ma solo per via della copertina, un ragazzino emo che succhia il sangue è il massimo della libidine per una povera ragazzina emo costretta a stare in spiaggia da quei dispotici mentecatti dei suoi genitori che vorrebbero che prendesse un po’ di colore e socializzasse col figlio del ragioniere vicino d’ombrellone.

Brewer_Il figlio del vampiro

Namber Four.
Il libro di J Ax (non so manco come cazzo si scrive!)
jax

Il titolo è già esplicativo di quello che si potrà trovare all’interno, quindi ogni commento è inutile (come lo “scrittore” in questione, del resto…)

Passiamo al numero 3 e troviamo un giornale degno della cultura imperante nel Belpaese.
for men
Che dire, penso sia estremamente produttivo e molto salutare per la psiche di un uomo di novanta chili, col triplo mento e una moglie/giovenca che si scaccola gli alluci, leggere la bibbia del coglione-che-si-crede-dio-perchè-ha-la-tartaruga. Oddio, potrei dire che sono un po’ invidioso del suddetto coglione-che-si-crede-dio-perchè-ha-la-tartaruga, in spiaggia faremmo Bud Spencer e Terence Hill se camminassimo fianco a fianco, ma preferisco avere il cervello, quel poco che mi rimane… la solita storia di volpi e uve!

Arriviamo alla posizione n.2, denominata SENZA PAROLE.
lapo1
Non so neanche da dove iniziare, ne’ se vale la pena spendere parole, non tanto per lui, quanto per chi ha il barbarissimo coraggio di:
1) Buttare nel cesso 15 Euro per questo qualcosa che anche il cesso si rifiuterebbe di accogliere.
2) Vantarsi di aver fatto cotanto acquisto.
3) Dare conto a una persona che, nella massima espressione del suo lessico, tira fuori questi capolavori linguistici, fini versi pregni di significato…
lapo2
Eggià, parole sagge…

Ma a battere tutte le letture più insulse, più insignificanti, più inutili, più qualsiasi parola negativa inizi per IN, eccoci arrivati alla posizione n.1, dove troviamo…
ldbaglioni
Un libro così brutto, ma così brutto, che, purtroppo per te che stai già correndo in libreria a comprarlo, NON E’ MAI STATO PUBBLICATO (ne’ tantomeno SCRITTO)!
Lo so che vi aspettavate un Bruno Vespa o un Fabio Volo, ma questo qua, ve lo garantisco, li batte tutti, è una verità inconfutabile, soprattutto perchè nessuno mai potrà dimostrare il contrario.

A parte le facili autopreseperilculo, non sto qua ad augurarvi buona estate, perchè tanto ci rivediamo nelle prossime settimane. Vi auguro di mettere un po’ di giudizio, di non spendere soldi in minchiate scritte da chi di soldi ne ha già a carrettate, e di dare conto, almeno per una volta, alle parole di Mark Twain:
Un uomo che non legge buoni libri non ha alcun vantaggio rispetto a quello che non sa leggere.
Che, tradotto a modo mio, vorrebbe significare una roba tipo “Piuttosto che spendere venti euro per la biografia di Barbara D’Urso, fatti quattro coca e rum, balla tutta la notte, flirta con la ragazza che ha il fidanzato più grosso del mondo e insulta il suddetto bestione fino a farlo entrare in modalità ti spiezzo in due“… speriamo che la natura faccia il suo corso e che un altro imbecille si tolga dalle palle.
Troppo cattivo?
Posso fare di meglio…

L’avvelenato Gio

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7 commenti

  1. Ahahah,
    Ovviamente scelgo l’incipit n. 3 … perché abitando al mare, conosco bene tutti i Maicol del litorale, e perché anche io bramo la Settimana Enigmistica sotto l’ombrellone 🙂
    Questo post capita a “cecio” con un aneddoto che mi vede protagonista e vittima, riguardante FATTI REALMENTE ACCADUTI ieri pomeriggio:
    Uscita dal lavoro, faccio un giro allo stabilimento balneare qui vicino per cercare nel negozietto all’interno, un regalo per un’amica. Di fronte al negozietto c’è una piccola edicola, e ieri una signora sui 60 anni mi chiede “scusi, secondo lei è meglio CHI o DIPIU’ da leggere sotto in spiaggia?”…. Io l’ho guardata perplessa e le ho detto “non posso, devo andare”….
    Poi ho rimosso tutto con un po’ di training autogeno.
    Baci
    Stephy

    1. Quando si dice “capitato a fagiuolo”!

      1. O appunto “a cecio” 🙂

  2. Annamaria · · Rispondi

    Qual è la casa editrice che ha pubblicato quel capolavoro della letteratura e della civiltà italiana scritto da Lapo? Non riesco a vederlo, ti prego dimmelo,perché non voglio correre il rischio di mandargli un mio manoscritto e se anche mi offrisse un assegno a sei zeri di anticipo e mi prometterebbe di farmi vendere come Dan Brown NON PUBBLICHEREI MAI con loro. Ecco cos’è certa editoria! Non ho parole, solo parolacce.

    1. Non so, il nome non si vede bene. Ma stai tranquilla, secondo me è una casa editrice di sua proprietà, l’unica che avrebbe avuto il coraggio di pubblicarlo!

  3. concetta greco · · Rispondi

    Lapo for ever!!!!!

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