Immagina una storia. Capitolo 1: Il fraintendimento

Cari amici, siccome non avevo una benemerita mazza da fare, mi sono fatto il solito giro su Google in cerca di foto stupide quanto il sottoscritto. Visto che ce n’è davvero un totale, mi è venuta voglia di creare questa nuova rubrica, in cui assocerò a un’immagine (che ritragga una persona, o una scritta sui muri, o una qualsiasi altra minchiata) una storia inventata, che sia plausibile o meno, non ha importanza.
Se avete voglia di partecipare a questa iniziativa culturalmente altissima, inviatemi pure le vostre foto all’indirizzo email letturedisoccupate@gmail.com.
Eccovi un primo assaggio, il capitolo n.1:
IL FRAINTENDIMENTO.

Esempio n.1: Metano per l’amico africano

nerofuoriposto

Si potrebbe pensare che quest’uomo sia cieco, o non conosca la lingua italiana, o sia il nipote incazzoso di Martin Luther King, ma la verità è un altra: nella foto è ritratto un sostenitore della campagna a favore dell’allacciamento del gas metano alle abitazioni degli immigrati indigenti (che, notoriamente, sono tutti nazisti).
Se non tieni la mente ben aperta rischi di vedere il marcio dove non c’è…

Esempio n.2: Tempi (troppo) moderni.

Franco è un ragazzo semplice, vive in una casa di campagna senza tv, bluray e altra roba tecnologica, odia tutto quanto sia social e touch screen. E’ single, un po’ a causa della sua timidezza, un po’ perchè non fa vita mondana. Una sera, durante una delle rare cene a cui decide di partecipare, conosce Sarah, bellissima studentessa di marketing, amante dei bei vestiti, sempre attaccata al suo Iphone, con una passione smodata per gli U2 e per la vita notturna. Inspiegabilmente Franco fa colpo sulla ragazza, i due passano tutta la serata a parlare del più (lui) e del meno (lei) e concludono l’incontro con l’impegno di rivedersi al più presto.
Per il loro primo appuntamento Franco fa una pazzia, dopo essersi velocemente documentato sui famigerati U2, acquista due biglietti per il loro concerto a un prezzo incredibilmente esagerato e comunica a Sarah che passeranno una stupenda serata allo stadio.
La ragazza è al settimo cielo, al telefono gli ripete più volte che saprà come ricompensarlo, ed esce per un giro di shopping in cui acquisterà l’abito per il concerto.
E poi arriva la tanto agognata serata.

Lei: “Questo concerto è fantastico, grazie per avermici portato. Ti sei meritato una sorpresa.”
Lui: (celando con la giacca l’evidente e persistente erezione): “Ma scherzi, per così poco. Anche io amo gli uddue.”
Lei: “E fai bene! Facciamo un paio di foto?”
Lui: “Certo, così avremo un bel ricordo della serata.”
Lei: “Oddio, mi sa che ho lasciato il telefono in macchina, puoi farle col tuo?”
Lui: “Perbacco!”

cell

Non si videro mai più…

Esempio n.3: Se ci aveste fatto sfogare da piccoli, tutto questo non sarebbe successo.

Quando ero piccolo ero solito fare interminabili partite di calcio coi miei amichetti, epiche sfide che avevano come inizio il termine del pranzo, e come epilogo il tramonto del sole. Quando non c’erano campetti disponibili, ci accontentavamo di un pezzo di strada che fungesse da campo, e di un cancello (rigorosamente di proprietà di estranei) che sostituisse la porta.
Troppo spesso, purtroppo, le nostre sfide venivano interrotte da energumeni armati di coltello che, al grido di “Mo’ ve lo buco sto pallone”, ponevano prematura fine alla contesa. E noi eravamo costretti a tornarcene a casa, tristi e desolati. O a cercarci altri luoghi in cui sfogare la nostra verve agonistica.
Quando i divieti si sono fatti sempre più insistenti, e ci sono stati negati anche i parchi pubblici, alcuni di noi hanno reagito male, non hanno capito che c’erano altri modi per divertirci insieme.
Abbiamo provato a farli ragionare, i grandi non volevano vietarci di giocare, volevano solo darci delle regole.
Ma non c’è stato modo di aiutarli, i divieti hanno distrutto la loro psiche… e sono entrati nel tunnel…

alternative-cap-ii

Si, lo so, sono un cretino.
Giò.

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13 commenti

  1. Annamaria · · Rispondi

    Complimenti! Storie scritte bene e divertenti.

    1. Grazie, si cercano sempre nuovi stimoli…

  2. Se Annamaria e’ tua mamma non vale.

    1. Annamaria è mia zia, vale?

      1. No. Se è uno di famiglia è confuso nel giudizio.

      2. E allora dammi il tuo. O non valgono neanche gli amici?

      3. Mi e’ piaciuta la due col nokia di antonella. Voglio di piu’. Dacci una storia!

      4. Penso che a breve ve la darò, la storia. Tu mandami una foto per questa rubrica

  3. un via non ci starebbe male, però!

    1. Grazie, aspetto una foto anche da te!

  4. mi hai fatto ridere !

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