Un altro inutile post sui rapporti tra letteratura e cinema

Fai un giochino insieme a me, se ti va. Senza l’ausilio di internet o del Morandini o del Mereghetti, sai dirmi quanti film sono stati tratti dai libri che hai nella tua libreria?
Dici di si?
E allora provaci.
Sembra una cazzata, lo so, al primo impatto ti viene da dire “e che ci vuole?”, inizi a contare, cerchi di fare mente locale e, man mano che avanzi, ti rendi conto che sei di fronte a un’operazione un bel po’ più complicata di quanto te la immaginassi all’inizio. Io ho smesso dopo quasi un’ora, quando il conto variava dai 37 ai 52 (i dubbi vertevano su Madame Bovary, L’isola di Arturo e tanti altri classici), mentre ero nel pieno di una crisi isterica causata dal fatto che stavo per alzare bandiera bianca, nonostante la mia smisurata presunzione di onniscienza mi spingesse ad andare inutilmente avanti.
E c’erano ancora due ripiani da controllare!
Niente da fare, non so dire quale sia il risultato finale.
Però, visto che rimango una persona estremamente presuntuosa, ho deciso di darvi comunque un paio di consigli su cosiddetti dos & don’ts delle trasposizioni da libro a immagine.

Iniziamo col maestro del giallo, autore che ho scoperto tardissimo, che annovero tra i miei cinque preferiti e al quale imputo, però, il fatto che si sarebbe potuto sforzare un po’ di più per scrivere qualche altro libro.
doyle
Sono più di un centinaio i film, le mini-serie, i cartoni, perfino i videogiochi, ispirati alle avventure di Sherlock Holmes, a tanti (e, soprattutto, a tantE) sarà sicuramente piaciuta l’ultima versione cinematografica, quella di Guy Ritchie coi due belloni iperfashion che fanno a pacche col mondo manco fossero in un film di Bruce Lee.
Per carità, parliamo di due film d’azione godevolissimi, che avranno di sicuro un terzo e un quarto seguito, tra l’altro il primo mi è piaciuto un bel po’, ma, in tutta onestà, a questi due soggetti

sherlock-holmes1

io preferisco di gran lunga gli ultimi arrivati, bruttarelli e contemporanei, quelli della serie tv ambientata nella Londra di oggi.
Loro:

sherlock e watson
Da vedere tassativamente in lingua originale, ne vale la pena.

In seconda istanza ci buttiamo su quel mattacchione di Chuck Palahniuk (di cui abbiamo già parlato in questo post), che ha scritto due libri eccezionali, le cui trasposizioni cinematografiche hanno avuto, però, destini estremamente diversi.
I libri (e i film) sono questi due:

fight

Di David Fincher, con Brad Pitt, Edward Norton, Jared Leto, Helena Bonham Carter Chippiuneha Piunemetta…

soffocare

Di tale Clark Gregg, con Sam Rockwell e una banda di attori tristissimi…

Secondo voi, quale vi consiglierei di NON GUARDARE PER NULLA AL MONDO (se non volete rovinarvi il ricordo di una lettura molto piacevole)?

Andiamo a Miguel de Cervantes.
don

Il libro, inutile dirlo, non presta il fianco a nessuna critica, dovrebbero insegnarlo alle medie, per spiegare ai ragazzini il vero valore della dignità umana, quanto sia importante avere degli obiettivi (anche se impossibili da raggiungere) e quanto sia altrettanto importante rialzarsi dopo aver subito una delusione appresso all’altra. E magari gli si potrebbe far vedere anche il film, una delle tante versioni, quella che secondo me meglio rappresenta lo spirito della storia.
Questa qua:
don2

Tragico, comico, surreale, commovente… BELLO!

E poi c’è lui, J.T. Leroy, che in realtà non è un lui, ma non è neanche una lei.
leroy
Il caso letterario di metà anni Novanta, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, autobiografia di un ragazzino che ha girato l’America con la madre tossica e prostituta, che ha sperimentato tutto con tutti, si è rivelato una balla colossale. J.T. Leroy non è mai esistito, il libro in questione, insieme ad altri due, l’ha scritto la sua finta madre affidataria (che c’aveva visto lunghissimo). Nonostante tutto il polverone mediatico scaturito da questa bufala, o forse grazie proprio a tutto ciò, il libro ha continuato a vendere tantissimo e la signora Laura Albert, la truffatrice di cui sopra, ha potuto pagare avvocati e multe senza battere ciglio (facendoci su anche una considerevolissima cresta).
Gossip a parte, Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa è davvero bello, coinvolgente e totalmente disilluso, specchio concreto di quell’America triste e sottomessa e dei suoi figli che non chiedono niente a nessuno perchè nessuno ha niente da dar loro, se non violenza e soprusi.
Tutto perfetto…tranne il film…che, per chi non lo sapesse, è scritto, diretto e interpretato da lei,
asia

coadiuvata da un Marilin Manson struccato e orribile, da un Peter Fonda che raschia il barile della celebrità e non ci trova niente di utile alla sua recitazione, da una Winona Ryder piccola piccola e, udite udite, da una Ornella Muti degna interprete di cotanto film…

Chiudiamo con una perla di cultura italiana, una di quelle delle quali in tanti (sottoscritto in primis) ci siamo accorti solo molti decenni dopo la sua uscita, tipico esempio di libro trainato dal film che ne è conseguito. Scritto da quello che poi sarebbe stato l’interprete unico del film, è inutile che sprechi tante parole, libro notevole, film strepitoso.
fantozzi

Paolo Villaggio, ormai, è un totale rincoglionito, farnetica e sproloquia appena ne ha l’occasione, ma all’epoca aveva tanto, tantissimo da dire, e lo ha fatto alla grande. Chapeau!

Di libri e film da descrivere me ne sono rimasti uno sproposito, prima o poi vi ammorbo con un nuovo post. Nel frattempo, se vi va, ammorbatemi voi, io non aspetto altro.

L’attendista Giò

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15 commenti

  1. Per Don Quixote, e la maledizione che sembra attanagliare le transposizioni del romanzo in film (per molti ritenuto un compito impossibile), ti consiglio di vedere TerryGilliam’s ‘Lost in La Mancha’. Oserei dire Fantozziano, a modo suo..

    1. Visto e rivisto, quello sarebbe stato epico. O magari una schifezza come i fratelli grimm…who knows…

  2. concetta greco · · Rispondi

    tu sei arrivato a contarne almeno una quarantina, io mi sono persa subito.

    1. Te l’avevo detto che sarebbe stata un’impresa improba!

  3. Bravo sgiorg,i tuoi post mi piacciono sempre più. Il giardino delle vergini suicide – libro good, film bad. Sostiene Pereira ma il film non l’ho visto. Il Signore degli anelli,tutto leggendario.

    1. Grazie dei complimenti, ormai sei diventata la mia migliore amica! Il signore degli anelli l’ho mollato quando Aragorn vagava per le lande desolate sul suo cavallo, duepalle! Le vergini suicide non l’ho letto, ma sopperirò a questa grave mancanza asap. Tabucchi, invece, non l’ho mai avvicinato. Dici che può piacermi? Il film è con Mastroianni, no?

      1. Sostiene Pereira e’ l’unico libro che rileggo, al contrario di te che sei un rilettore seriale. E’ bellissimo, divertente e poetico. Prova prova.

      2. Provo provo, e tu prova a rileggere, si scoprono tante cose che non hai notato nella prima lettura…e nella seconda…. e nella terza…

  4. Il film della Asia Argento era comico, veramente comico. Non avevo amato, sinceramente, il libro “Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa”, ma il film mi ha fatto veramente ridere. Dare dei cani a tutti sarebbe un’ offesa per i cani, animali che rispetto ed amo profondamente.

    1. Come non essere d’accordo con te (su Asia Argento e sui cani)? Cara Mara, il gusto per la lettura è soggettivo, ed è un bene che sia così, ma il giudizio su Asia Argento è universale!!!

      1. Asia Argento accomuna tutti, e per il suo amor proprio le consiglio di continuare a quello che sa far meglio, non fare film!
        Quasi qusi rileggo “ingannevole…”, lo lessi che diversi anni fa, magari una seconda lettura potrebbe farmelo apprezzare, chissà!

      2. Rileggere non è mai peccato, anzi!

      3. Io ci sono libri che ho letto e riletto decine di volte!

      4. A chi lo dici, Sotto il culo della rana lo leggo una volta all’anno…almeno

      5. Io invece rileggo ogni anno le opere di Pavese e o Anna Karenina o Madame Bovary!

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