Supposte di cultura. Capitolo 2: I pruriti

elmiBuongiorno a tutti, va ora in onda la seconda puntata della serie Supposte di cultura.
L’episodio di oggi vede Giorgio alle prese con i diavoletti tentatori del suo passato, il protagonista ripercorre i suoi primi ingloriosissimi passi nel mondo della letteratura, se di letteratura si può parlare. Si consiglia la visione a un pubblico adulto, che abbia una sana dose di ricordi pruriginosi e che non si vergogni di ritornare con la mente ai gloriosi anni 80.
Buona lettura.

Quando ero piccolo andavo a curiosare nella libreria del salotto appena ne avevo la possibilità, non perchè fossi interessato a qualche volume di narrativa, o a qualche classico del giallo. Volevo solo sbirciare le figure (anatomiche, femminili,  preferibilmente bassoventrali…) di questo libro.

medico

Che dottore che sarei diventato!

Ero agli albori della mia pubertà, in tv c’era Drive in, c’erano le Ragazze Coccodè, c’era Lorella Cuccarini sempre scosciatissima, la prima serata televisiva era tutto un brulicare di culi e tette. Se poi riuscivi ad arrivare alla seconda serata, beh, lì c’era Umberto Smaila a rallegrartela, la serata (che il mio occhiolino telepatico vi raggiunga tutti, massa di pervertiti retrodatati!).
Per un genitore era praticamente impossibile evitare che un figlio maschio diventasse un mezzo maniaco. Certo, gli si poteva negare la tv in serata, si poteva ricorrere alla censura mediatica stretta, requisendo i telecomandi e nascondendo i cavi delle antenne, ma per quello che riguardava la carta stampata, nessun genitore avrebbe MAI potuto avere il controllo totale del proprio erede smanettone.
Anche perchè, diciamoci la verità, le tentazioni erano ovunque, non bisognava andarsele per forza a cercare. Certo, un sano pornazzo richiedeva poco ricorso all’immaginazione (e anche pochissimo sforzo fisico!), ma procurarselo, e soprattutto, nasconderlo, non era certo impresa da poco.
Le tentazioni, dicevamo, non erano per nulla lontane e inavvicinabili, anzi, la più comune, e assolutamente avvicinabile, si palesava nella mia e nelle vostre case due volte all’anno, di solito a settembre e a marzo, ed ogni volta che arrivava… oh gioia!

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La prima causa mondiale di cecità puberale

La sequenza temporale che portava al raggiungimento dell’obiettivo era sempre la stessa: arrivava il catalogo, dissimulavi indifferenza, segretamente ti rodevi per giorni perchè tua madre lo sfogliava con mooooolta calma, aspettavi con inquietudine che l’interesse materno andasse scemando e che gli ordini venissero effettuati, speravi che papà non manifestasse attenzione alcuna per il tuo futuro oggetto di piacere (il che sarebbe significato uno spiacevole prolungarsi dell’attesa), lasciavi passare qualche altro giorno e, quando tutti gli elementi a tuo favore si erano allineati, procedevi alla fase logistica del piano: il lento spostamento del Postalmarket dal salotto al ripiano del cesso.
E lì erano cazzi (metaforici e non)!
Ah, bei tempi, quelli in cui potevi chiuderti in bagno per 40/50 minuti giustificando l’accaduto con la tua persistente stitichezza, segretamente convinto del fatto che mamma se la bevesse tutte le volte, la tua originalissima scusa, e che non pensasse neanche lontanamente al fatto che avevi in una delle due mani (rigorosamente aperto alla sezione Intimo donna) il libro dei sogni. (com’era la canzoncina? Con Postalmarket, sai, uso la testa, ed ogni pacco che mi arriva è una festa! Devo ammettere che io col Postalmarket usavo tante parti del mio corpo, almeno tre, per essere precisi, ma vi garantisco che la testa c’entrava proprio poco poco!)
Col tempo ho scoperto quello che anche i muri sapevano, che mia madre, cioè, aveva capito tutto già dalla prima volta, che sapeva benissimo cosa succedeva in bagno quasi tutti i pomeriggi e che non aveva mai battuto ciglio perchè era già all’epoca molto più avanti di me!
Ma non sono diventato un mezzo erotomane solo per colpa di mia madre (che, comunque, ringrazierò sempre per non essere mai stata una fan del ricamo e del cucito, sennò in casa nostra ci sarebbero stati Burda e Rakam, e con Burda e Rakam non si arriva da nessuna parte, onanisticamente parlando!).
Anche mio padre ha inconsciamente avuto un ruolo molto importante nel mio percorso “pre-letterario”.
Il momento in cui il legame padre/figlio assumeva una connotazione di vaga complicità maschile, almeno nel mio caso, era quando, una volta ogni tre/quattro settimane, si andava dal barbiere. Ecco, nell’esatto istante in cui varcavamo la soglia del negozio Enzo parrucchiere pour homme, i divieti andavano sfumando, il non puoi guardare queste cose si tramutava in un più subdolo, cameratesco e omertoso voltarsi dall’altra parte mentre il pargolo prendeva famelicamente possesso per qualche minuto di quelli che sono i VERI capolavori della letteratura per adolescenti:

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per non parlare di queste,

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e, soprattutto, della Divina Commedia delle letture dal barbiere, l’unica e sola

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Poteva mancare il Guerin Sportivo, Novella 2000, al limite Enzo avrebbe anche potuto commettere uno sporadico peccato mortale non acquistando la Gazzetta dello Sport, ma Cronaca Vera, statene certi, non sarebbe mancata MAI.
E io lo sapevo, perciò mi piaceva così tanto andare dal barbiere. La sola visione di quella copertina così lasciva, ai limiti del porno (che non aveva nulla a che vedere coi truculenti contenuti di questo settimanale), mi sarebbe bastata per alimentare interi giorni di fantasie sessuali sulla signorina ritratta in prima pagina. I sorrisetti maliziosi, le gomitate complici e le risatine di mio padre, del parrucchiere e degli altri clienti, erano facilmente sopportabili, nulla scalfiva la mia persona altrimenti permalosissima, quello era l’unico luogo, l’unico momento in cui ad altri era consentito prendersi gioco di me senza procurare reazione alcuna nella mia presona. Io rimanevo impassibile col mio mezzo sorriso e l’aria trasognata. Perchè sapevo che, una volta arrivato a casa, dopo essermi spazzolato via i capelli residui dai vestiti, sarei potuto tornare a rinchiudermi nel mio mondo, avrei rivissuto le gioie della mia storia di sesso estremo con la signora Vera Cronaca e ne avrei goduto appieno per tutti e 7 i minuti che ci sarebbero serviti per giungere insieme all’estasi.
Perchè l’amore, quello vero dura poco (e spesso rende ciechi)!

Il malizioso Giò.

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4 commenti

  1. Annarita Buracchi · · Rispondi

    Troppo forte!!! … E poi dicono dei giovani d’oggi!!! 😀
    Sent from Annarita’s iPhone
    >

    1. Noi lo facevamo aggratis e senza internet, solo immaginazione, vuoi mettere?

  2. Godibilissimo!!!! in tutti i sensi…..

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