Ritorno alle origini

Ieri il mio amico Riccardo mi ha (bonariamente?) rimproverato perché è un bel po’ di tempo che non parlo di libri.
E ha ragione.
Sarà che nelle ultime settimane l’umore è quello che è, sarà che mi sono scoperto filosofo e che, in conseguenza di ciò, ho deciso di creare la mia corrente di pensiero (ma poi mi sono reso conto che era troppo faticoso, perciò ho fatto una rapida ricerca su internet e ho pensato che mi sarebbe andato non bene, ma benissimo il motto di William James, “Per essere un buon filosofo tutto ciò che è necessario è odiare il modo di ragionare degli altri“. Come se l’avessi pensata io!).
Grande James, ti meriti la foto.

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Terminata la mia estenuante esperienza nel mondo della filosofia, torno al mio habitat, e vi sparo non uno, ne’ due, ma addirittura TRE consigli per la lettura. E tutti e tre i libri in questione sono frutto del genio creativo di questo mattacchione qui,

sedaris

al secolo David Sedaris.
Per chi non lo conoscesse (e spero siate in pochi), Sedaris è diventato famoso all’inizio dei Novanta, quando, durante un programma radiofonico, ha preso a raccontare i suoi “Diari del paese di Babbo Natale”, nei quali narrava storie che prendevano spunto dalla sua esperienza lavorativa come elfo di Santa Claus ai grandi magazzini Macy’s.
Gay dichiarato, fumatore convintissimo, vive a Parigi, dove si è rifugiato dopo essere scappato da New York a causa delle assurde (parole sue) leggi che rendevano impossibile la vita dei drogati di sigarette (“è difficile amare una città che ha messo al bando il fumo, ma ritiene perfettamente accettabile servire il pesce crudo annegato nel cioccolato“). Ultimamente sembra che abbia smesso con la nicotina, ma l’avversione per quello che lui definisce “nuovo proibizionismo”, quella rimane.
Perchè lo amo?
Risposta banale: perchè vorrei scrivere come lui, avendo, alla sua stregua, come unica fonte di ispirazione la mia vita di tutti i giorni.
Troppi (pseudo)scrittori raccontano i cazzi propri convinti che possano essere interessanti per gli altri, ma non è quasi mai così. Soprattutto se pretendono che un episodio banale come, che so, portare a spasso il cane, diventi lo spunto per un’interminabile filippica sugli stupendi panorami che ammiravi da bambino durante le lunghe passeggiate con Buby, fedele compagno di scampagnate che per tanti anni ti ha guidato attraverso i sentieri impervi delle montagne che blablabla…
LO STAI SOLO PORTANDO A PISCIARE, FATTENE UNA RAGIONE!
Volete vedere come può diventare interessante (e anche un bel po’ grottesco) l’insulso episodio precedentemente narrato dall’insulso scrittore?

Venus (il cane, ndr) si acquattò sull’erba e produsse una montagnola di cacchine grosse come arachidi.
“Non la raccogli?” chiesi.
Paul puntò il dito a terra e richiamò con un fischio l’alano, che attraversò il prato a rotta di collo e ingoiò le feci in un sol boccone.
“Dimmi che è stato un incidente” lo implorai.
“Incidente un cazzo. L’ho addestrato a farlo” rispose lui.
Pensai a mio fratello che nel giardino di casa addestrava un cane a mangiare merda, e mi resi conto che quell’immagine mi avrebbe perseguitato fino alla fine dei miei giorni. Scordatevi le lacrime e i discorsi fraterni: è questa la materia di cui sono fatti i ricordi.

Molto meglio, non trovate? Ecco a voi David Sedaris.
A questo punto arrivano i consigli per la lettura, che si materializzano sotto forma di una classifica del tutto soggettiva, le cui posizioni potrebbero tranquillamente essere invertite, ma il risultato non cambierebbe.
Al terzo posto:

fumatore

raccolta di racconti che parlano della sua famiglia e di un viaggio in bus attraverso gli Usa, ai quali vengono affiancate storie di pura fantasia in cui l’autore narra dei suoi (finti) amori con star del jet-set (Tyson e Springsteen, tra gli altri).

Alla posizione numero 2:

bello

Prima raccolta interamente dedicata alla sua famiglia e al compagno di una vita, Hugh.

E al primo posto, quello che ho amato più di tutti:
mi raccomando

naturale seguito di Me parlare bello un giorno, ma ancora più divertente e surreale.

Direi che per oggi mi sono speso a sufficienza per la causa letteraria e penso di aver accontentato anche Riccardo (che ora dovrà leggere tutti e tre i libri come segno di riconoscenza nei miei confronti!). E’ ora che io torni ai miei doveri di casalingo e all’arduo compito che mi sono prefissato per la serata di oggi, preparare per il nostro illustre ospite (mio suocero) una decente copia del capolavoro culinario di mia madre:

fave
FAVE E CICORIA.
Cotto e mangiato! (speriamo…)

Il preoccupato Giò

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11 commenti

  1. me ne compro subito uno! bravo gio

    1. Cyclopes è bellissimo, sennò pure Holiday on ice, peschi bene in ogni caso.

  2. concetta greco · · Rispondi

    oh! finalmente si torna a parlare di libri…….questo è il ” lettore Disoccupato” che preferisco.

    1. Ora sai quale autore può essere oggetto dei tuoi celeberrimi “regali di pasqua”

  3. Oh..Grazie della citazione. Ammetto che non ho mai letto un suo libro e a questo punto me ne dovrai prestare uno! Credo che a discutere di libri ti (e ci…) faccia digerire meglio la giornata, piuttosto che farlo di politica e società.
    È proprio vero che forse stanno meglio quelli che non sanno e non capiscono. Ma io purtroppo non ci riesco, ancora. E poi Giò, almeno a parlare di libri non troverai da litigare coi tuoi lettori! Ma chi te lo fa fare di parlare di altro?!

    1. Che vuoi che ti dica, non ce la faccio a disinteressarmi e, soprattutto, lo spirito polemico è innato in me. Certo che a parlare di libri e scrittori si passano delle serate stupende… altro che politica! Ps, il libro non te lo presto manco ammazzato (io non li presto per principio, in passato non me ne hanno restituiti diversi), te lo regalerò alla prima occasione.

  4. Bel post 🙂 Mi piace come scrivi.. Sono ancora nella fase della scoperta.. Mi piace tanto anche lo sfondo che hai messo, tutti i libri incolonnati! Mi é venuta in mente una cosa stupida, hai mai visto il film pagemaster?
    Ad ogni modo, commenti non inerenti al post a parte, mi hai convinta a leggere Sedaris 🙂

    1. Grazie a te, la fase della scoperta è quella più divertente, almeno per quello che riguarda il “nostro” mondo. Verrò a scoprirti pure io. Sedaris, secondo me, è da leggere quando sei un po’ giù. Ti svolta la giornata!

      1. Grazie del consiglio 🙂

  5. Sei il primo (da mesi!!! COMPLIMENTI!) che cita Sedaris, che è il mio mito personale e concordo con ogni parola che hai scritto.
    Il racconto “della lavanderia” su “Mi raccomando tutti vestiti bene” (il mio preferito), è tanto particolare quanto geniale. Non piacerà a tutti, come del resto Woody Allen – che io trovo equivalente – ma AVERNE di autori così!!

    1. Grazie Alex, ho notato con mio dispiacere che in Italia David Sedaris e seguito molto meno di quanto pensassi. L’ironia ultimamente paga molto poco, meglio leggere stronzate sui miracoli della madonna o inutili biografie di inutili personaggi.

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