Che paese di merda!

Stamattina ho letto su Facebook questa bellissima frase: “Sentire i deputati del PD cantare Bella ciao è un po’ come sentire Schettino che canta Finché la barca va mentre la Concordia affonda!”. E la cosa mi ha fatto ridere di gusto.
Sbagliato.
Per due motivi.
Primo, gli esponenti del Pd non conoscono neanche lontanamente il significato e il contesto di quella canzone, l’hanno intonata perché qualcuno gli ha consegnato il testo la sera prima, e gli ha detto “al mio segnale cantate, massicci e incazzati, urlatela, fate finta di sapere perchè lo state facendo!”.
Due, non c’è proprio niente, ma niente da ridere.
Da un bel po’ di tempo, ormai.
Ma nonostante tutto, noi continuiamo a fare i soliti discorsi vuoti su questo o quel partito politico, su Berlusconi che risorge come Lazzaro (ma un po’ più tirato), su Renzi che fa cagare più di un lassativo ma si veste da dio, su Grillo che sa dire solo bestemmie e se la prende con un povero vecchio… e voi non avete idea di chi avete votato… si ma voi votate a cazzo… voi non vi lavate… invece voi c’avete la mamma maiala… voi la mamma non ce l’avete neanche… non è vero, è uscita a prendere le sigarette!
E via dicendo.
Dal serio al faceto, come se si parlasse di calcio (argomento che, tra l’altro, in Italia viene preso molto più sul serio della politica. E su questo, purtroppo, non ci piove).
Chiacchiere, chiacchiere… chiacchiere.
I politici non fanno un cazzo (sennò che politici sarebbero), i cittadini si lamentano (sennò che cittadini ITALIANI sarebbero), i talk show parlano di politici che non fanno un cazzo e di cittadini che si lamentano. E tutti (politici, cittadini e presentatori) si lamentano del fatto che ci sono troppi talk show che parlano solo dei politici che non fanno un cazzo e dei cittadini che si lamentano senza arrivare a nessuna conclusione.
Risultato? Altre lamentele!
E nel frattempo diventiamo sempre più oggetto di scherno e preoccupazione da parte di chi ci vede da lontano. Un esempio tra i tanti, questo articolo di Giampiero Gramaglia che raccoglie dichiarazioni di giornali stranieri in cui si parla di “politici buoni solo a parlare”, di cadaveri politici pronti a essere gettati nel fiume e di ex-cadaveri politici che ne risalgono la corrente, del fiume. Chiariamoci, non sono mai stato un fervente patriota, nessuno mi ha mai sentito pronunciare frasi del tipo “Pensate a mangiare i crauti, voi?”, ” Voi non vi lavate neanche il culo dopo aver fatto la cacca!”. Mi sta solo un po’ sul cazzo il fatto che, quando vado all’estero, vengo spesso apostrofato con “Italiano? Aaahhh, Berlusconi!”. Ma mi sta pure sul cazzo chi, col presunto intento di difendere la Sacra Italia, si inventa queste gioviali e scherzose provocazioni:

giornale

Ad aggravare il collettivo scoramento ci si mettono anche molti dei nostri compatrioti emigrati all’estero, magari in paesi più “avanti” del nostro. A proposito della situazione sempre più surreale che viviamo In italia, spesso li sentiamo proferire discorsi del tipo “VOI li avete votati, VOI non fate nulla per risolvere la situazione, VI meritate quello che avete”, come se LORO non ci fossero mai stati in una cabina elettorale in Italia, come se LORO avessero fatto chissà che cosa per cambiare le cose in casa propria. Come se la (giusta) fuga li privasse in automatico dello status di cittadino italiano.
Non è così.
Ma non mi sento di fargliene una colpa.
Non a tutti, almeno.
In quel VOI ci sono tante componenti da considerare, come la frustrazione nel dover notare che il paese che hanno abbandonato, invece che evolversi, stia lentamente tornando verso il Medio Evo culturale e politico. C’è il naturale istinto al paragone tra le NOSTRE istituzioni, ridicole, parassitarie, retrograde e immobili, e le LORO istituzioni, concrete, veloci, leggere e attivamente vicine al cittadino. Oltre a questo, penso che ci sia anche una sana dose di paura, per i propri familiari e per se stessi (paura che diventerebbe più che giustificabile, nel caso un giorno decidessero di fare il viaggio al contrario).  Ma di negativo, purtroppo, c’è anche l’italianissima abitudine a scaricare il barile appena se ne presenta l’occasione (“Sono italiano, ma solo di nascita, per fortuna”, “Io con tutto quel casino non c’entro”). Abitudine innata, nell’italiano, essere umano dotato di un DNA che muta a seconda del paese in cui vive, che lo fa diventare, di volta in volta, monarchico in Gran Bretagna e Castrista a Cuba. E che lo porta immancabilmente a parlare male dell’Italia e degli italiani (un po’ come i bambini piccoli, che tifano per la squadra che vince e smerdano quelle che vanno in serie B). E probabilmente sarei così anch’io. Sono sicuro che se domani emigrassi, che ne so, per la Nuova Zelanda, diventerei nel giro di una settimana il peggior detrattore del mio Paese natìo.
Invece rimango qui, duro e puro, convinto dei miei mezzi e fiero di non abbandonare la nave mentre sta affondando.
Sono tutti delle merde, siamo tutti delle merde, è vero. E non si salva quasi nessuno. Ma io non ho paura, perché al mondo c’è ancora chi crede che il bene vincerà, che ci salveremo dalla crisi. E questo qualcuno, per fortuna, non vive a Gotham City…

papa

Male che vada, poi, ci rimane sempre il jolly da giocare…

schettino

Aspetta Francè, sta arrivando Renzi!

Ridi, ridi…

Giò

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4 commenti

  1. Ciò che più mi spaventa è che io stessa sono molto disorientata e se andassimo a votare domani non saprei davvero a chi affidare il mio futuro( per fortuna ormai breve) e quello dei miei figli. Per il mio lavoro vivo tra i giovani e mi sento terribilmente triste quando vedo che lo scopo del ” Grande fratello”, quello di Orwell e non quello mediaset naturalmente, è ormai raggiunto, anzi forse siamo ormai nel Mondo Nuovo prospettato da Huxley: schiavi e felici di esserlo. Un telefonino, una connessione e un giochino deficiente e voilà la felicità !

    1. Le parole contano meno dei fatti. E i fatti so’ proprio tristi…

  2. concetta greco · · Rispondi

    La tua amarezza è comune a molti, moltissimi, direi. Soprattutto , voi giovani; con un futuro certamente non sorridente.

    1. Come darci torto?

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