Il genio a sfera

Oggi non ho voglia di leggere, ne’ libri ne’ giornali. Oggi ho voglia di parlare di immagini, di invenzioni, di arte e di uomini, tutte cose che con la lettura hanno poco a che vedere. Almeno fino a quando non si scrive di loro.
E io di loro scriverò…

Quest’uomo qua,

biro1

si chiamava Làszlo Jòzsef Bìrò. Verso la fine degli anni Trenta, questo signore dallo sguardo tenebroso, insieme a suo fratello Gyorgy inventò quella che negli anni a venire sarebbe diventata famosa come penna a sfera (o biro, appunto). Penna che, nei decenni seguenti, è stata declinata in migliaia di forme e colori, e la cui espressione più famosa rimarrà senza dubbio lei, la Bic.

bic

Quanti di noi l’hanno usata nei compiti in classe, ci si sono grattati la testa, ci hanno fatto una artigianale ma micidialissima cerbottana, se la sono magnata per il nervosismo,

me mangio

ci hanno esplorato i meandri più reconditi del proprio corpo…

me naso

cerco nelle mie narici una testimonianza delle mie radici..

me orecchio

…e per decenza non vado oltre…

Alcuni ci si rendono pietosamente ridicoli in tv (parlo di quel demente che segue i politici in giro, sempre con la bic e il taccuino in mano, niente foto per te, imbecille!), altri la utilizzano per raggiungere la “massima espansione”…

orecchio

Poi, invece, ci sono quelli che pensano sia troppo riduttivo l’utilizzo di una penna con il mero scopo dello scrivere. E decidono di farne arte, pennello, scalpello e martello (rime non volute, ma efficaci…). Decidono che non serve un cavalletto, una tela enorme e uno studio open space in un loft a downtown New York per creare bellezza. No, bastano un tavolo, un foglio di carta e lei, la bic, appunto. E ne viene fuori questo…

cessomatilderaffopasolini

Queste, e decine di altre, sono le opere di Matteo Felloni, bolognese di 37 anni, studente d’arte in gioventù, padre per passione, lavoratore dipendente pe’ campà, artista che si distacca anni luce dagli astrattismi di chi, per mettersi in risalto, ha bisogno di enfatizzare l’assurdo. A Matteo basta poco, crede nel concreto, rende più luce alla luce, scala dal bianco al buio con centinaia di tratti delicati, riesce a farti credere che quelle gocce d’acqua, prima o poi, cascheranno davvero da quel foglio…

doccia

Gli piace prendersi gioco di se stesso reinventando altrui personaggi in chiave felloniana, i suoi autoritratti in stile cinematografico sono ormai una delle inconfondibili firme della sua arte…

marv

sin city

joker

Matteo il joker

edward

Edward mani di bic

Arte che considera il reale, il quotidiano, che lo fa risaltare in tutte le sue sfumature, nei dettagli, nelle imperfezioni e in quelli che spesso chiamiamo difetti, ma che, nel caso delle opere di Felloni, diventano particolari da esaltare…

vecchia

luci e ombre tra le pieghe dell’età

eli

Il sorriso di ferro!

occhiali

Lenti di (poco) gradimento!

Non gli manca l’ironia, ne fa ampio uso su quella degli altri e sulla sua persona, l’importante è che il mezzo sia anche il suo fine. La bic è sempre, sempre presente…

bic1

bic2

bic3

Si, lo so, fanno tutti presto a chiamarsi artisti, il giochino del “c’è a chi piace e a chi non piace” esisterà sempre, e forse è proprio questo il bello dell’arte. O il suo limite. Dipende dall’occhio che la guarda, e il mio occhio (e quello di tanti, tanti altri) preferisce guardare la realtà per quella che è, semplice insieme di luci e ombre. Sta a te, artista, farmela apprezzare.

Matteo Felloni lo trovate su Facebook, su tutti i social network, sui siti specializzati e in una delle sua tante mostre in giro per la città di Bologna, e se gli mandate una foto ve ne  manderà  indietro un’altra in pochissimo tempo… ma molto più bella di quella vera!

Provare…

foto1

…per CREDERE!

foto2

Capisc’ a mè!

bicc

Giò.

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9 commenti

  1. molto bello giò. bravo

    1. Grazie, sei sempre più la number one!

  2. concetta greco · · Rispondi

    conosco quei quadri, sono davvero un incanto.
    Bravo l’autore del commento

  3. vero, il Felloni e’ bravissimo! A ogni opera io mi stupisco un po’ di piu’. E se la cava anche bene come celebrante.

    1. Non male in entrambi i casi, mai pensato di usarlo anche al tuo matrimonio?

      1. deve speakare English pero’… o senno fa i disegni di cosa stiamo dicendo.

      2. Storyboard, ottima idea, gli dico di iniziare adesso, così per agosto forse ce la fa!

  4. Guardate che l’ inglese è la mia seconda lingua!

    1. Ti crediamo, Matteo, è solo che ti esprimi meglio con la tua arte e ti preferiamo così!

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