L’idiota cartaceo (o digitale, è uguale)

Sono le nove del mattino, ho la spremuta in mano, il pigiamino ancora addosso…

pigiamino

che stile, che pigiamino!

…e già mi girano le palle.
Se stai leggendo questo post significa che sei un mio amico o un mio parente, quindi non puoi essere un idiota, ti è proibito essere idiota, non puoi essere uno che pensa che Mussolini ed Ezra Pound si siano incontrati nel 1964, io non ho amici o parenti idioti, non riuscirei a scambiarmici manco gli auguri di natale, con un idiota (tutt’al più puoi dirmi che sono io, un idiota, potresti avere anche ragione, ma questo significa che TU avresti un amico idiota, e quindi sarebbe solo peggio per te…). Divagazioni sull’idiozia a parte, ero su internet alla ricerca di conferme sul fatto che nella prossima legge di stabilità ci sarebbe un articolo che prevede, previa presentazione di scontrino, di poter scaricare nella dichiarazione dei redditi il 19% del costo di ogni libro cartaceo acquistato.
Si, cartaceo. Hai capito bene.

(ndb, quello che segue NON E’ UN ELOGIO AL GOVERNO ITALIANO, la politica non c’entra con questo post)

La cosa interessante che ne sta venendo fuori, almeno da quello che ho notato in un paio di forum, è che non gliene frega un cazzo a nessuno che, per la prima volta in un trilione di anni, si stia provando a incentivare la lettura nel paese più ignorante della galassia.
No.
Si sta semplicemente scatenando un idiotissimo dibattito dal titolo
VIVA LA CARTA, ABBASSO AMAZON (e viceversa)
sintetizzato nell’ipotetico ma veritiero dibattito che segue.

“Bravi, l’Amazzonia ringrazia!”
“Di’ ai tuoi amici di Amazon di pagarseli da soli, i droni per le consegne!”
“I libri pesano un tot, nel Kindle ce ne stanno duemila e non mi scasso la schiena!”
“E quanti Kindle ti servono per riempire la libreria da 5000 euro che hai comprato?”
“La carta è il passato, morirà come il mangianastri e il minidisk”
“Ah l’odore delle pagine appena sfornate!”
“A mio figlio ho regalato 4 ebook per natale, in questa casa regna la cultura!”
“Mi fai uno squillo quando tuo figlio scarta i libri che gli hai regalato?”

Si, la cultura la fa da padrona, anche stavolta. Anche in questo caso noi italiani, noi che ci indignamo in egual misura per Lampedusa e le eliminazioni a X factor, dimostriamo che ci meriteremmo che un’enorme voragine si aprisse sotto i nostri piedi e, puff!, fine della storia.
Ma non mi va di chiudere questo piccolo post con frasi piene di livore, le considerazioni da fare sono tante e tutte sbagliate, perciò indosso il cappello e il sorriso delle feste e mi permetto di dare un suggerimento al nostro comune amico, quello che, immancabilmente, tutti gli anni si ripropone a noi con il solito mantra:
“Io quest’anno, per natale, regalo libri a tutti, mi tolgo un peso e distribuisco un po’ di cultura, che ce n’è tanto bisogno.”
Ascolta un cretino, i libri, invece che a natale, regalali per la befana, saranno ugualmente graditi.
E magari li scarichi…

Giò

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3 commenti

  1. Sono rimasto piacevolmente sorpreso quando ho saputo della notizia. Poi, forse perchè sono sempre scettico e sospettoso (e chissà perchè), ho pensato che magari è uno dei tanti modi per fare contento qualcuno. Non so, magari, e tiro a caso, il Mr B., tanto per tenerselo buono e scusarsi per le ultime sue spiacevoli vicende (vedi decadenza e scissione…).
    Certo, il conflitto di interessi non è un problema, per loro. Non c’è niente da fare, il nostro destino è indissolubilmente legato a quell’uomo, e, ormai è il caso di dirlo, a quella famiglia, anche quando si pala di cose buone come questa.
    Ad ogni modo, a lui la fetta grossa della torta, e a noi il 19% di briciole suddivise per tutti i milioni di lettori. Staremo a vedere come andranno le azioni della Mondadori.
    Ma sicuramente sono io che sono fatto storto e penso sempre male.

    1. Se sei fatto storto può essere che, magari, i tanti fatti passati e recenti ti abbiano plasmato in questo modo. Io mi sono guardato bene dal dare giudizi di sorta perché ormai non ne posso più, mi sono focalizzato di più sulla stupidità umana. Ma, se vuoi la mia, potresti non essere troppo lontano dalla verità. O almeno da una delle verità…

  2. La mia impressione è che data la voragine in cui sta sprofondando l’editoria italiana – e io lavoro per una casa editrice da 6 anni e ne ho una’idea ben precisa – questa misura del governo sia un contentino per dimostrare che stanno provando a salvare i librai e gli editori.

    Si parla di grossi numeri di persone che sono sull’orlo del fallimento: le grosse catene si stanno ripensando come ristoratori (feltrinelli), entertainment (rcs – rizzoli) etc, ma hanno bisogno di un attimo di tempo per riorganizzare tutto.
    Lo stato fa un decreto che dura 3 anni e che detrae qualcosina dall’acquisto di libri di narrativa e libri per scuola e universitrà. (dove sono in fortissima difficoltà perchè le fotocopie si mangiano il 50% del fatturato annuo)
    non credo che questo decreto darà una mano concreta al settore, mi sembra una normativa per far vedere che il governo ci tiene alla cultura ma non è vero visto che investe meno dell’1% all’anno per tutta la cultura italiana (dai musei ai beni architettonici ai teatri al cinema e figuratevi cosa rimane per l’editoria dove, non dimentichiamo, ci siamo noi e ci sono i quotidiani che sono fortemente in crisi.)

    Insomma, se avete voglia di dare un’occhiata, qui i numeri del disastro: http://www.linkiesta.it/numeri-crisi-editoria-2013.
    Qui un’idea di come si stanno trasformando i grossi gruppi editoriali: http://www.affaritaliani.it/libri-editori/editoria-luca-ussia-rizzoli.html

    Per quanto riguarda Amazon le polemiche vengono da persone che parlano tanto per parlare e a me fanno anche un po’ ridere (sono una stregaccia cattiva, sì)

    Il mio commento preferito a questa vicenda della detrazione sono stati quelli che, leggendo le quattro righe di articolo sono andati in panico alla frase “per un importo massimo di € 2000, di cui € 1000 per i libri scolastici ed universitari ed € 1000 per tutte le altre pubblicazioni.”

    Se cercate nei vari blog vedrete un grappolo di ansiogeni che chiedono
    “ma per altre pubblicazioni, cosa si intende?” (ho pensato Ma siete deficienti o cosa?)

    Nel post che ho scritto sull’argomento, però, ho messo da parte la spocchia e l’ho specificato: “con altre pubblicazioni si intendono tutti i libri NON scolastici e universitari ossia romanzi, varia, fumetti etc”
    Poi però mi domando: se non capiscono questa frase semplice ma siamo sicuri che leggere…?

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