Leggere fa male

Delle volte mi rendo conto che dovrei guardare più tivù.
Ci sono dei momenti in cui dovrei evitare di leggere roba che poi potrebbe nuocere gravemente alla salute del mio fegato e del mio già martoriato cervello. Su Internazionale di questa settimana, nella sezione più innocua che ci sia, quella dei viaggi, c’è un articolo che mi ha rovinato definitivamente la giornata (che era comunque iniziata alle sette con le schioppettate dei cacciatori che cercavano di farsi fuori tra di loro nel fitto della nebbia mattutina. Magari ci riuscissero…).

internazionale1

Il mio paese dei balocchi

Nella Scozia del sud, a un’ora di macchina dalla stazione ferroviaria più vicina, c’è un piccolo paese che si chiama Wigtown. Mille abitanti, la solita immancabile distilleria, le pecore, il porticciolo e 12 librerie.
Si, 12 librerie.
Una ogni 83 abitanti.
Fate finta di camminare per una strada di Wigtown, vi guardate intorno, e la sequenza di negozi che incontrate è suppergiù questa:
pescheria – libreria – latteria – fruttivendolo – libreria – minimarket – libreria – libreria – molo – mare…
Tralasciamo il fatto che io in un posto del genere mi ci trasferirei stasera. Non parliamo dell’annuale festival letterario che attira gente da tutto il mondo. Torniamo con la mente a casa nostra e proviamo a concentrarci sulla sequenza di negozi che si incontrano camminando in una strada del centro di quella che molti si azzardano a chiamare ancora “Bologna la Dotta”:
Internet point – compro oro – ristorante – sala slot – compro oro – sigaretta elettronica – abbigliamento – 99 cents – compro oro – unghie finte – sala slot…
“Che discorsi sono, Giò, paragoni Bologna a un buco di posto in culo al mondo?”.
Si, perchè so che se andassi più a sud o più a nord non cambierebbe un emerito nulla.
Ma bando alle ciance, è domenica, c’è il sole… tutti al centro commerciale!

Giò

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12 commenti

  1. Pensa che qui a Napoli sta chiudendo la libreria Guida di Port’alba (dopo aver già chiuso la sede del Vomero) che è “Patrimonio culturale di interesse nazionale ” dicitura che appare in bella vista su un cartello del Comune.
    Ma noi dobbiamo guardare Amici, Uomini e donne e Xfactor, che ci frega dei libri!

    1. Qua ormai solo feltrinelli e librerie coop, ma non disperiamo, tra un po’ spariscono pure quelle!

  2. In effetto oggi c’erano proprio tutti al centro commerciale…

    1. Mancavo solo io… e non lo rimpiango x niente!

  3. chiude anche la libreria di Budrio, che puo’ piacere o meno, ma e’ sempre una libreria…. bella figura per il paese

    1. Lo stregatto no!!! E il libraio pazzo che fine fa?

  4. la libraia vuoi dire.. comunque nn lo so. noi avremmo una mezza idea…

  5. I libri occupano spazio, bisogna spolverarli, se ti addormenti mentre li leggi ti cadono dalle mani e ti svegliano, e… si devono leggere…mooolto meglio la tv
    PS. con quella foto violi i diritti d’autore 😉

    1. Anche la tv occupa spazio e si riempie di polvere. Inoltre, se casca mentre stai dormendo mi sa chi ti viene un infarto… no?

  6. non ti é venuta la curiositá di leggere il libro scritto dalla tipa che si è sposata il libraio?

    1. Vorrei darti una risposta a tono, ma ho idea di non aver capito assolutamente a cosa tu ti riferisca…

    2. L’ho capita ora, l’americana che si è trasferita a Wigtown! No, i libri d’ammmore proprio no… mandare un cv, invece, quello sì che lo farei.

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