Gli undici comandamenti

Uno ti chiede “perchè scrivi su un blog?”. E tu che rispondi, “perchè voglio che la gente sappia quanto sono bravo e voglio che mi riempiate di complimenti perchè me li merito”? Mannoooooo, tu gli dirai che hai deciso di mettere in piedi il tuo blog perchè avevi bisogno di esprimere le tue emozioni, perchè avevi qualcosa di importante da condividere col mondo intero, perchè vuoi che gli altri traggano beneficio dalle tue esperienze e blabblabbla.
Tutte cazzate.
La verità, in concreto, è proprio quella lì, cioè che sai di riuscire a mettere insieme quattro frasi di senso compiuto, sei capace di infarcirle con qualche termine alto, conosci congiuntivi e condizionali e sai combinarli nello stesso periodo. Sostanzialmente ti ritieni superiore a molte delle persone che conosci, pensi davvero di avere più argomenti di loro e di essere capace di metterli per iscritto molto, ma molto meglio di loro.
Di voi.
E fanculo l’ipocrisia.
Quando poi arrivano i complimenti, beh, allora te la tiri davvero, ti impettisci, fingi modestia, dici “ma no, non è niente di che, ho scritto solo quello che mi veniva da dentro”, mentre in realtà rischi di cagarti addosso (e di buttare fuori quello che hai DAVVERO dentro) nello sforzo di trattenere il sorrisetto presuntuoso che in tutti i modi prova a spuntarti dall’angolo destro della bocca.
E finisce che hai questa intelligentissima espressione

gio
Il problema, serio, c’è quando qualcuno si permette di dubitare delle tue doti di scrittore, o ancora peggio, delle tue conoscenze letterarie. E pubblicamente ti sputtana, a ragione, usando le seguenti e testuali parole: “Vergogna! Non conoscevi i diritti del lettore di Pennac?!”. Se poi a questo aggiungiamo che le suddette parole sono state digitate dalla tua amata zietta…
Piccola nota, chi mi conosce bene (e anche chi mi conosce a malapena, a essere sinceri) sa che il sottoscritto è in assoluto la persona più permalosa che il globo terrestre abbia mai visto camminare sulla propria superficie, che mi basta un nonnulla per imbestialirmi. Celebri sono le mie sfuriate nelle quali esordisco a voce bassa (ma con un filo di fumo che mi spunta dalle narici), dicendo “Non sono incazzato, mi dà solo fastidio che…” e via con urla belluine, bestemmie vecchie e nuove accompagnate da piccoli peti dovuti all’eccessivo sforzo urlatorio.
Immaginatevi come posso essermi sentito di fronte all’incredibile peccato di lesa maestà (la mia) perpetrato da quella che una volta era una delle persone che più stimavo al mondo (buuuu, esagerato!)… E dire che il libro nel quale è contenuto il Decalogo di Pennac, “Come un romanzo“, io l’avevo pure letto! Che vergogna. In verità è proprio per questo che mi sono un po’ risentito, perchè ero semplicemente stato colto in castagna, come un pivellino… Vero è, però, che stuzzicarmi su quello che dovrebbe essere il mio forte è un po’ come dare dello psicopatico a Hannibal Lecter… Se prendi a calci nelle palle un pitbull, poi non puoi aspettarti che si giri tutto felice e ti lecchi la faccia, no?
Mettiamola così, mi sto sfogando con voi, un po’ perchè così ho trovato un bello spunto per questo post, un bel po’ perchè mi vergogno per essermi risentito per il sacrosanto rimprovero di mia zia (che, per inciso, fa la prof, quindi secondo me ci prova pure un po’ di gusto!). Ma credo sia giunto il momento di sotterrare l’ascia di guerra, mettere via i brutti propositi e fare pubblica ammenda per la mia sconsiderata mancanza di rispetto nei confronti di una persona un bel po’ più grande di me (per non dire vecchia). E lo faccio pubblicando qua sotto i dieci” Diritti imprescrittibili del lettore”, ai quali, però, mi sono preso la libertà di aggiungerne un undicesimo.
Che scoverete voi.
Nei prossimi post magari ne riparliamo, ma nel frattempo giochiamo a “Trova l’intruso”.
Trova l’intruso, dai!

I DIRITTI IMPRESCRITTIBILI DEL LETTORE
Il diritto di non leggere
Il diritto di saltare le pagine
Il diritto di non finire il libro
Il diritto di rileggere
Il diritto di leggere qualsiasi cosa
Il diritto di non criticare mai e poi mai lo scrittore
Il diritto al bovarismo
Il diritto di leggere ovunque
Il diritto di spizzicare
Il diritto di leggere ad alta voce
Il diritto di tacere

Ps, la mia cara zia è una grande e amata prof, nonchè eccelsa scrittrice, perciò mi prendo la briga di linkare qui di seguito un suo bellissimo racconto, azione della quale non l’ho resa partecipe.
Leggetevi questo, chissà che non mi perdoni… Insomnia.

Alla prossima, Giò

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17 commenti

  1. naturalmente permaloso come sei, ti sei inventato il diritto di non criticare lo scrittore

    1. Maffigurati, io sono il primo a criticare tutti gli scrittori…perché non sono me!!!

      1. Sei bravo, ma… il mio blog è sicuramente meglio del tuo perché sono più bravo!

      2. Esatto, e per questo morirai!!!

  2. titty greco · · Rispondi

    elementare Watson!!!!!! NON criticare lo scrittore!

    1. Appunto, vedi di non criticarlo!!!

  3. Cavolo! Un nipote permaloso quasi quanto la zia! Pensa che la prof in questione esordisce nelle nuove classi con: Voglio avvertirvi, sono molto permalosa ( è vero, chiedere agli alunni conferma). Naturalmente non mi aspettavo una simile reazione, però poichè sono buona, ti voglio bene e soprattuttto per quello che hai detto su di me come prof e come scrittrice , ti perdono!

    1. Evviva l’amore!!! Sono stato bieco e cattivello, lo so, e sfruttare le persone care, poi… Però due ghigne io me le sono fatte, e tu?

  4. Ps. Non ti perdono ” per non dire vecchia”

    1. E lo sapevo che alla fine questo sarebbe stato l’unico vero punto dolente! Ma purtroppo, o tiemp se ne va…

  5. Sei Permaloso???? ma va? yes i know…well done!

    1. Deve essere la genetica…

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