Niente da leggere…

Una bella domenica d’estate, il sole alto in cielo, gli uccellini cinguettano festosi, la brezza scuote leggermente le fronde e il mio fratellone con una colica renale di proporzioni bibliche. Ovvia corsa al pronto soccorso, classiche domande di rito degli infermieri, un velocissimo check up e poi il nulla, l’attesa, la noia… Ora siamo qui in una stanzetta con lui che, finalmente, è un po’ più sereno, riusciamo anche a scherzare sul suo “dolorino” (che, x inciso, deve essere stato qualcosa di mostruoso).Il telefono vibra ogni venti minuti per le ovvie preoccupazioni di coniuge e papà/mamma e l’esito degli esami del sangue è in giro che, più poi che prima, arriverà. Il volto meno terreo che vedo di fronte a me è tutto quello che mi interessa, la signora che scatarra mentre russa non è più un effetto collaterale da rimuovere. Allora un po’ mi rilasso, mi guardo intorno meno nervoso e mi rendo conto che la sala d’attesa altro non è che se stessa, una stanza vuota in cui scaricare pensieri e batterie di cellulari, le nevrosi e le preoccupazioni di chi attende sono lì a fluttuare, ce le si scambia senza possibilità di buttarle fuori dalla porta. Posso sembrare cinico se dico che non mi interessa sapere cosa sia successo alla madre della mia vicina di sedia, oggi non ho voglia di socievolezza e scambio di inutilità verbali. Vorrei distrarre per un attimo la mia mente che è passata dall’ultimo sonno alle bestemmie automobilistiche senza transitare dal cesso per una lavata di faccia. Niente da fare… La distrazione dell’astante non è terapeutica, non gliene frega un cazzo a nessuno.
Di giornali/riviste/fumetti non ce n’è, chiederli significa vedere facce stupite e sentire risate dietro il coppino. Pazienza, lascio gli ignoranti in divisa alle loro inutili chiacchiere domenicali, smetto di aspettarmi un sorriso e una parola carina, mi concentro sul viso dell’unica persona di cui mi interessi davvero, mi basta vedere il rosa che torna rosa e le membra che si rilassano.
La soluzione è dietro l’angolo della mente, e arriva grazie al malato in ripresa di lucidità, “Tieni sempre un libro in macchina”, mi dice.
Mica male sti antidolorifici!
Giò

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2 commenti

  1. titty greco · · Rispondi

    dai Giorgio, tutto si sistemerà e presto riporterai a casa il tuo fratellone.
    Certo, doveva essere una domenica di chiacchiere e relax e invece qualcuno l’ha passata in ospedale. E, se non sbaglio, di domeniche in ospedale ne avete passate parecchie tu e tua moglie, proprio tre estati fa. Un abbraccio

    1. Sinceramente di passare domeniche (e lunedì, e martedì. ..) in ospedale ne ho già più che le palle piene, l’unico aspetto “positivo” è che ho elaborato questo post. Il prossimo arriverà dal divano di casa…almeno spero!

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