Se torna a nascere…

Mettiamola così, questo non è il periodo dell’anno che preferisco. Non è che odi la Pasqua, è che mi mette un po’ di angoscia.
Spiego.
Il tutto è legato alla mia infanzia, a quel periodo dell’anno in cui, puntualmente e inesorabilmente, la Rai trasmetteva lo sceneggiato con la esse maiuscola: “Gesù di Nazareth”, quello di Zeffirelli. Ebbene, ho sempre fatto una grandissima fatica a guardarlo perchè ero letteralmente terrorizzato da una cosa in particolare, il primo piano di Gesù.
Per capirci, questo quaimages[3]

C’è chi ha paura del buio, chi ha paura dei comunisti. A me faceva paura (e ancora un po’ me ne fa, lo ammetto) quello sguardo. I bambini sono esseri strani, dei mezzi alieni, hanno delle fobie incomprensibili. Per fortuna crescono e col tempo diventano paranoici, ansiosi, agorafobici. Normali, insomma.
Comunque penso che sia stata questa specie di trauma ad allontanarmi gradualmente dalla religione e dalla chiesa. Non c’entra il parroco che svelava durante la messa quelle che erano le confessioni dei devoti (ma senza fare nomi, per carità). Di sicuro non è per colpa di tutti i divieti e delle assurde regole antidiluviane legate alla vita sociale e sessuale.
No, no, è solo colpa di Robert Powell (il Gesù dello sceneggiato, ndr.).
Partendo dal presupposto che la sottoscritta pecorella è ormai fuoriuscita dal gregge (ed è inesorabilmente destinata a bruciare all’inferno), posso concludere questo lungo preambolo per arrivare al punto: la nuova vita di Gesù. O, almeno, un paio di opzioni sulle quali riflettere.
James Fry e John Niven hanno pubblicato quasi contemporaneamente 2 libri su quella che sarebbe la vita di Gesù ora, se venisse rispedito sulla terra a rimettere a posto tutti i casini che combiniamo noi. Interessante è, senza dubbio, l’approccio al personaggio. Entrambi gli scrittori, seppur in contesti diversi, descrivono Gesù come uno di noi, che si fa le canne e partecifrynivenpa ai talent show, dice le parolacce e si lava davvero poco. I miracoli li fa, ma magari a chi non se li merita. Il sesso non è un tabù per lui, anzi, ci da giù di brutto, con donne e (udite, udite) uomini…Un po’ come qualche parroco dei giorni nostri…

Gli stili dei 2 libri sono opposti; uno, “A volte ritorno”, di Niven, è più sul comico, sboccato e irriverente. Quello di Fry, “L’ultimo testamento della sacra bibbia”, è molto più cupo, poco speranzoso. Sarebbero da leggere uno dopo l’altro, perchè arrivano allo stesso risultato da due strade differenti.
La verità che vorrebbero spiegarci entrambi gli autori, per come la vedo io, è che, con ogni probabilità, 2000 anni fa Gesù era uno come noi, aveva le sue beghe, la sua donna e si incazzava pure. Forse si parla di aria fritta, ma se ce lo avessero descritto così anche sui cosiddetti testi sacri, beh, magari ci stavano più simpatici sia lui che la chiesa.
La polemica si ferma qui perchè sono gia sprofondato nel più becero dei qualunquismi, per di più lo faccio nel secondo periodo più importante dell’anno…banale!

A ognuno la sua scelta, la sua religione e i miei più sentiti auguri di buona Pasqua.
Ora vi lascio, cerco un’edicola aperta perchè devo comprare l’album delle figurine di Papa Francesco.
Yeah!

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Un commento

  1. Oh, non li conoscevo! Li metto entrambi in wishlist! Magari li lascio per le prossime festività pasquali: uno all’anno per superare il periodo!

    (Tanto comprensione per il tu bambino: io ancora ora sono scandalizzata da La Passione e di anni ne avevo 14!)

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