Altro che Wikipedia…

 

Mi chiamano “il tuttologo”.

Mi si prende spesso per il culo per la mia passione (un po’ maniacale, è vero) per tutto ciò che è notizia. Che si tratti di premi letterari o gossip, sport o scienza…tutto! Mi attacco a qualsiasi mezzo di informazione, televideo incluso (triste, no?), e immagazzino quasi tutte le notizie che mi ronzano intorno. C’è chi colleziona francobolli e chi muore davanti alla  playstation; io mi nutro di notizie, che ce posso fa’…

Fin qui tutto bene, almeno per me.

Il problema si porrebbe nel momento in cui un simpatico amichetto ti si para davanti esordendo così: “Giò, tu che sai tutto…”. Tu che sai tutto, triste, vero? Ma neanche per idea! A me piace sapere, già respiravo informazioni prima di perdere il lavoro, mi ritagliavo delle mezz’ore per leggere il giornale, immaginatevi adesso che non c’ho più una mazza da fare! E non sono per niente discriminatorio nei confronti delle notizie; certo, preferisco la cronaca politica al gossip, ma non butto via (quasi) niente.

Io non pratico il razzisImmaginemo della conoscenza, IO VOGLIO SAPERE TUTTO!

A questo proposito, oggi vorrei consigliare a tutti voi, ma soprattutto a chi non si vergogna di essere a conoscenza di tante cose inutili, un interessantissimo libro che si chiama, guarda caso, “Il libro dell’ignoranza“, scritto da due giornalisti inglesi, John LLoyd e John Mitchinson. L’ho comprato circa cinque anni fa, notandolo per caso in una libreria. Sembra una pubblicazione senza pretese, forse per qualcuno lo è, ma ci trovate un discreto numero di informazioni che potrete tranquillamente mettere da parte e, probabilmente, non usare mai nella vostra vita. Lo sapevate, per esempio, che le scarpette di cenerentola sono fatte di pelliccia di scoiattolo? E che non fu Fleming a scoprire la penicillina? Tutte notizie superflue, sicuro. Però, però, però…Facciamo così, la metto sotto un’altra prospettiva, proviamo a guardare a questo libro da un altro lato, magari in uno spazio isolato, con una porta chiusa e un odore poco gradevole: prendiamo in consideraione il cosiddetto “fattore cesso”. “Il libro dell’ignoranza” DEVE stare li’, a mio parere è stato scritto per tutti i fanatici della lettura da bagno, quelli che si sono stancati della settimana enigmistica del giugno 2007 che è ormai cementata sulla mensolina di fianco alla carta igienica. Seguite il mio consiglio, compratelo e mettetelo in bagno,oltre a garantirvi una decina di piacevoli sedute, farete anche bella figura con gli ospiti! E magari la smettete di cercare i detersivi per leggere le istruzioni e le dosi consigliate per i lavaggi difficili!

La verità è che mi piacerebbe sapere tutto, vorrei che il sapere, la conoscenza, mi entrassero dentro con ogni respiro. Ora, visto che ho la “fortuna” di aver perso il lavoro, ho tutto il tempo che voglio, posso girare per casa con tv, radio e pc perennemente accesi, senza avere l’assillo del tempo che manca. Certo, qualcuno potrà obiettare che, magari, una spolveratina alla libreria gliela potrei pure dare, una lavata al pavimento del cesso non sarebbe dannosa. A questo qualcuno, meschino e malfidato, io rispondo con le parole di tale Erma Bombeck (che ammetto, ahimè, di non conoscere):

“Il lavoro casalingo può uccidere, se fatto bene”.

Ditemi voi se è il caso di correre il rischio…

                                                                                          Giò

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